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DALL'ULTIMO NUMERO DE «IL GIORNALE DI TRANI». Casa natale di Giovanni Bovio, «quel muro è inaccettabile»

L'occupazione da parte di una famiglia (con quattro minorenni) ha acceso una lampadina all'interno della storia della casa natale di Giovanni Bovio.

Il filosofo e politico tranese ha offerto, inconsapevolmente, la possibilità (lo scorso 31 luglio) ad un nucleo familiare in critiche condizioni economiche di avere un tetto sotto il quale vivere.

Convinti dagli agenti della Polizia locale e dall'assistente sociale a lasciare l'immobile, i concittadini che hanno occupato l'immobile (spinti da un bisogno impellente) sono stati poi ospitati da un istituto religioso. In seguito, dal 5 agosto, hanno pernottato in una struttura ricettiva, costata al Comune 900 euro.

Intanto l'accesso allo stabile è stato immediatamente murato ed il consigliere comunale uscente, Franco Caffarella, ha ripreso in mano una sua vecchia e, quasi sempre, inascoltata battaglia politica: «Non è mia intenzione speculare sulla storia degli sfrattati a casa Bovio – scrive in un intervento -, ma ritengo però che una città come Trani non possa permettersi di avere tali testimonianze storiche murate. L’amministrazione comunale di Trani, tramite il suo sindaco, in questo momento particolare, potrebbe manifestare la solidarietà della nostra comunità all’Istituto filosofico napoletano, nel frattempo sfrattato dalla sua storica sede, magari offrendo loro ospitalità proprio nella casa natale di Giovanni Bovio, e se vi fossero spazi, anche a Palazzo Beltrani, proposto in passato per ospitare la Biblioteca provinciale (della quale nulla è dato ad oggi conoscere). Sarebbe un modo – conclude Caffarella – per restituire il giusto rilievo a quella parte della biblioteca napoletana più legata al nostro filosofo e uomo politico, protagonista  di un  mondo culturale di fine ottocento e dei primi anni del '900 che videro nella la nostra città, con la gloriosa tipografia “Vecchi”, editare le prime opere di Benedetto Croce. Credo si farebbe un’opera meritoria».

Anche l'associazione Obiettivo Trani, tramite una lettera a mezzo stampa a firma del presidente, Gabriele Pace, e del responsabile del territorio, Nicola Fornelli, è intervenuta sull'argomento. «La soluzione della muratura ci è sembrata da subito eccessiva, e, purtroppo, la pila di tufi non è stata rimossa».

L'immobile è stato, negli anni, oggetto d’interesse da parte di diverse amministrazioni, e  soprattutto, di associazioni culturali, tra cui proprio Obiettivo Trani, che si sono spese non solo affinché il restauro di quella palazzina fosse definitivamente portato a termine, ma soprattutto perché quelle sale fossero adibite alla creazione di una istituzione culturale. «Sin dal 1997, ed ancora nel 1998 – continua la lettera -, avevamo sollecitato l’allora sindaco, Giancarlo Tamborrino, affinché si adoperasse in tal senso. Ed ancora nel 1999, con una missiva all’assessore ai lavori pubblici, Francesco Sotero, perché i lavori di ristrutturazione dell’immobile fossero portati a compimento. Già a quegli anni (come ancora nel 2001, di concerto con l’assessore Franco Caffarella) risale la proposta del nostro sodalizio di fare di quegli ambienti un civico museo dedicato alla figura dell’insigne filosofo tranese».

Secondo il progetto dell'associazione, l'istituzione avrebbe dovuto raccogliere un eventuale "Fondo Bovio" della biblioteca, tesi e scritti su Giovanni Bovio, pannelli esplicativi e multimediali che illustrassero la poliedrica figura del nostro concittadino, filosofo, politico, docente, parlamentare, giurista. «Abbiamo anche proposto la promozione di un censimento delle vie, piazze e tutto quanto nella nostra Italia fosse stato a lui dedicato. Ancora nel 2001 – ricorda Obiettivo Trani -, si ebbe la piena disponibilità dei professori Gianfranco Liberati e Mario Spagnoletti (da sempre molto vicini alla nostra associazione, nonché nostri soci onorari) a collaborare alla realizzazione del suddetto museo. Ma anche in quell’occasione il tutto fu vanificato a causa di una non ben delineata idea da perseguire da parte delle istituzioni».

I lavori di restauro vennero ultimati nel 2002, l’immobile fu inaugurato nel 2003 dal commissario straordinario, Giuliana Perrotta, e, quattro anni dopo l’amministrazione comunale deliberò di assegnarne una parte, in comodato d’uso, al nuovo Ordine degli ingegneri della sesta provincia.

Tale scelta scatenò il malcontento di una parte del mondo politico tranese e di molte associazioni culturali, tra le quali proprio Obiettivo Trani, che nuovamente ripropose il tema dell’istituzione del museo civico “Bovio”.

Adesso l’Ordine ha trovato sede altrove, ma la casa è murata e progetti non ci sono: «Evidentemente Giovanni Bovio era ancora destinato a non essere profeta nella sua patria», conclude amaramente la lettera dell’associazione.

Donato De Ceglie


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