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«Caso Tributitalia», Montefusco replica all'Udc di Trani: «Quella società è arrivata dopo di me ed il mio percorso è stato lineare»

Il giorno 4 ottobre 2012 ho letto, con meraviglia, un “comunicato” apparso e pubblicato sul web dalla redazione “Il Giornale di Trani”, “Caso Tributitalia, L’Udc di Trani chiede le dimissioni di Montefusco: da Dirigente poiché non vigilò sui tributi trattenuti da quella società”.

La mia meraviglia, associata a stupore, deriva dalla confusionaria, e non previamente confutata nei fatti, ricostruzione degli avvenimenti nello stesso descritti.

La coincidenza, a dir poco singolare, del suddetto comunicato alla vigilia del prossimo Consiglio comunale della città di Trani che dovrebbe segnare, con il lavoro sinora svolto, un’operazione di “risanamento”  amministrativo, contabile e finanziario dell’Ente.

Il sottoscritto Dott. Tommaso Montefusco, nonché sindaco Revisore Legale, nominato per la prima volta, non avendo mai ricoperto in passato questo incarico tecnico assegnatomi con regolare mandato, il 28 marzo del 2012, tiene a precisare quanto appena evidenziato nel pieno rispetto e trasparenza dovuta ai cittadini tranesi, alle istituzioni e al Collegio dei Revisori con cui sono onorato di lavorare.

Occorre, altresì premettere che ogni atto amministrativo che il sottoscritto, con l’attuale carica pubblica sta esperendo, è concordato con gli Enti preposti alla tutela e vigilanza dei Comuni (Corte dei Conti; Ministrero dell’Interno; Organi prefettizi, ecc.), avendo in questo particolare momento della vita amministrativa del Comune di Trani l’unico obiettivo di evitare una situazione di dissesto finanziario-economico, con consequenziale paralisi amministrativa ai danni dei cittadini e della comunità tranese.

Nel 2007 fui incaricato, presso il Comune di Trani, a ricoprire il ruolo di Dirigente della Ragioneria e/o ripartizione finanziaria, dal Commissario straordinario Prefettizio, S.E. Dott. Angelo Trovato, attualmente Prefetto della città di Forlì, insieme ad altri professionisti, che contestualmente al mio incarico, furono incaricati di ricoprire altrettanti posti dirigenziali presso il Comune di Trani, rispettivamente: il Dott. Raffaele Sarnataro, dirigente del Ministero dell’Interno e Responsabile degli  Enti locali di Italia; il Dott. Carlo Latorre, Vice Prefetto vicario di Bari; la Dott.ssa Angela Riflesso, attuale capo gabinetto del Prefetto di Bari.

Nell’anno 2007, presso il Comune di Trani, si resero necessarie le suddette nomine in quanto tutti noi avevamo la qualifica di sub-commissari, per la situazione di pre-dissesto dell’Ente già nota nelle sedi istituzionali di Roma e Bari, che ci avrebbe visto impegnati, con le nostre professionalità, nello scongiurare ulteriori danni al Comune e ai cittadini di Tani.

Ricoprendo il ruolo di Dirigente della ragioneria notai, sin dal 2007, che la struttura deficitava di organicità, controllo e attivazione di politiche gestionali attive sul fronte del settore tributi.

Il settore tributi all’epoca contava sull’impegno gravoso di un solo impiegato, il quale doveva faticosamente confrontarsi con un frequente avvicendamento delle società di riscossione dei tributi che avrebbero dovuto coadiuvare e supportare anche nella fase della riscossione.

La società che svolgeva funzione strumentale di accertamento e riscossione dei tributi era la San Giorgio S.p.A..

La società San Giorgio S.p.A, con appalto affidategli con atto amministrativo n° 15 del 15 febbraio 2005, prima del mio arrivo, già contestava al Comune di Trani, in quegli anni, di non aver dato loro la possibilità di adempiere al contratto di riscossione tributi, intimando l’Ente ad adempiere entro il 31 dicembre del 2005 pena aggravi contrattuali.

Con atto n° 89 del 21 novembre del 2006, dopo il mio insediamento, il Commissario straordinario prefettizio, con poteri sostitutivi del Consiglio comunale, revoca con l’atto n° 5 la gara alla società San Giorgio affidata nel 2005.

Nelle more di espletare una nuova gara fu estesa la proroga come si evince dall’allegato n° 2.

Il sottoscritto, con i poteri e sull’atto d’indirizzo del Commissario, il giorno 30 maggio dell’anno 2007 indiceva gara pubblica con Bando di gara europeo, come previsto dalla normativa del D.lgs.163/2006 per i contratti e affidamenti oltre la soglia di rilevanza comunitaria, per il necessario periodo dalla disciplina normato in 120 gg.

Nel contempo e durante la procedura di gara, nel pieno rispetto temporale dell’iter amministrativo procedimentale, erano in scadenza le cartelle inerenti la riscossione coattiva.

Il sottoscritto ha diminuito gli aggi a favore della Società San Giorgio portandoli fino alla più bassa percentuale del 10%, con un risparmio per le casse comunali.

Altresì evidente appare come il sottoscritto abbia interrotto e attivato il transito dei pagamenti dei tributi riscossi, non più dalle casse della società ma direttamente nella Tesoreria comunale.

A seguito del regolare espletamento della gara pubblica il 31 luglio 2007 avveniva l’aggiudicazione definitiva della stessa.

In data 03 agosto 2007, insieme ai colleghi sub-commisari sopra citati, terminò il mio incarico come Dirigente.

Detto ciò, sottolineo che la società Tributi Italia S.p.A., in questi giorni oggetto dell’attenzione puntuale di magistratura e stampa, fu costituita nell’anno 2009, data in cui il sottoscritto non aveva alcun ruolo e nessun incarico nell'amministrazione comunale di Trani.

Il 28 marzo del 2012, ribadisco per la prima volta, sono stato nominato Sindaco Revisore del Comune di Trani e ho ricevuto regolare mandato dal Consiglio comunale, ai sensi e nel rispetto dell’artt. 234 e ss. del D.Lgs. 267/2000 e s.m.i., e non dal Sindaco.

Pertanto, appare “strumentale”, a dir poco, che le mie dimissioni invocate possano riguardare la figura istituzionale del Sindaco di Trani.

Dunque, nessuna intenzione da parte del sottoscritto a rassegnare le proprie dimissioni  da tale importante incarico di tutela istituzionale del Comune di Trani.

Faccio appello ai cittadini di Trani, persone per bene e intelligenti, affinché si rendano conto che simili strumentalizzazioni non servono a produrre benefici alla pubblica amministrazione, ma creano solo polveroni e perdite di tempo, abitudine questa dei partiti di un tempo.

Una città come Trani ha bisogno di amministratori capaci che lavorino per lo sviluppo e il bene comune, e non politici “politicanti” che, pur di alzare polveroni, sono capaci anche di rinnegare la realtà.

Tommaso Montefusco


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