Con la delibera N° 1189 del 3/8/12 “Ridefinizione dotazione organica ai sensi …”, la Direzione Generale della ASL BAT ha dato corpo alle sue idee riguardanti i reali programmi di ristrutturazione della ASL ed alle nostre peggiori paure in merito al futuro dell’Ospedale San Nicola Pellegrino di Trani.
Nonostante la pausa ferragostana una delegazione SEL ha chiesto ed ottenuto un incontro con il Direttore Generale e nel corso del colloquio è emersa la ferma intenzione della amministrazione di procedere speditamente alla attuazione pratica di una riorganizzazione radicale dalla sanità territoriale coerente con le idee espresse nei precedenti atti.
E’ ovvio che non condivido in alcun modo quanto esposto nella suddetta delibera, una delibera che considero punitiva nei confronti di una struttura e di una città che vantano una tradizione ed una cultura ospedaliera degna di stima e di rispetto ed è altrettanto ovvio che come cittadino tranese spero che la Direzione ASL riveda le sue decisioni in merito alla riconversione dell’ospedale San Nicola Pellegrino e receda dalla decisione di procedere alla chiusura delle Unità Operative che attualmente lo caratterizzano.
Dissentire e cavalcare il malcontento di quanti tra operatori sanitari e semplici cittadini si vedono privati del proprio ospedale sarebbe una scelta comoda e politicamente utile ma arroccarsi su posizioni che, per quanto legittime, possono apparire anacronisticamente campanilistiche e perseverare in un atteggiamento di contrapposizione ci esclude dalle sedi decisionali e ci porterà a subire passivamente tagli e riorganizzazioni che non potranno assolutamente andare incontro alle reali esigenze dei cittadini tranesi.
Una considerazione espressa dal dr. Gorgoni infatti è stata quella che in ogni occasione pubblica, in ogni dibattito, in ogni incontro istituzionale ha sempre ribadito la sua volontà di procedere ad una riconversione dell’ospedale ma, stranamente, ogni volta gli venivano presentati progetti diversi che non tenevano conto di quelli in cantiere.
Continuare a chiedersi “perché proprio a noi, perché proprio a Trani” non ci aiuta!!
Per capire ed affrontare un problema è però necessario conoscerlo ed è per questo che ritengo utile entrare nello specifico e parlare di casa della salute presentando tra virgolette quanto indicato nelle note esplicative del Ministero e nelle linee guida delle regioni come il Piemonte e l’Emilia che hanno già attivato numerose case della salute .
Quello che dirò di seguito potrà pertanto apparire noioso; chi non vuole “annoiarsi “ può tranquillamente saltare una pagina e passare direttamente a pagina 3 (sembra quasi una caccia al tesoro).
“I sistemi sanitari dovranno affrontare, nei prossimi anni, scenari sempre più caratterizzati da un divario tra risorse disponibili e domanda di salute, un divario destinato a causa dell’allungamento dell’aspettativa di vita, della maggior incidenza di patologie croniche” e del costo sempre più alto di farmaci che servono a mantenere stabili malattie altrimenti mortali; “è necessario pertanto un cambiamento radicale nelle modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria con investimenti diversi, meno concentrati sull’area ospedaliera e orientati invece al rafforzamento delle cure primarie “
Il Ministero della salute afferma che ”le cure primarie rappresentano una vera e propria area-sistema dotata di caratteristiche peculiari e profondamente diverse da quelle,altrettanto tipiche, dell'assistenza ospedaliera, sono erogate nell’ambito dell’assistenza distrettuale prevista dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e rappresentano il primo livello di contatto delle persone, della famiglia e della comunità con il Servizio
La Casa della Salute è un presidio del Distretto, la cui gestione complessiva è affidata al Dipartimento di Cure Primarie” ed è “strutturata come un sistema integrato di servizi che si prende cura delle persone fin dal momento dell’accesso attraverso: l’accoglienza dei cittadini, la collaborazione tra i professionisti, la condivisione dei percorsi assistenziali, l’autonomia e la responsabilità professionale, la valorizzazione delle competenze.
La realizzazione di questo obiettivo impone un cambiamento culturale radicale attraverso lo sviluppo delle reti organizzative, rendendo in questo modo più efficace il modello delle reti cliniche integrate.
La Casa della Salute si configura infatti come un assetto organizzativo autonomo all’interno di una rete integrata di servizi, con relazioni cliniche e organizzative strutturate che mettono in relazione i Nuclei di Cure Primarie (assistenza primaria) con gli altri nodi della rete (assistenza specialistica, ospedaliera, sanità pubblica, salute mentale).”
“Diverse sono le funzioni da allocare nella Casa della salute, alcune di natura amministrativa, altre di natura sanitaria e altre ancora di natura sociale. Esse possono essere aggregate in 4 aree principali a diverso grado di complessità essendo la casa della salute un modello che si adatta alle caratteristiche del territorio e non il contrario”
“La Casa della salute è una sede fisica e insieme un centro attivo e dinamico della comunità locale per la salute e il ben-essere che raccoglie la domanda dei cittadini e organizza la risposta nelle forme e nei luoghi più appropriati, nell’unità di spazio e di tempo.
La Casa della salute deve tra l’altro garantire la continuità assistenziale e terapeutica per 24 ore e sette giorni su sette
Le Case della salute possono avere diversi gradi di complessità in relazione alle caratteristiche del territorio e alla densità della popolazione; tre sono, infatti, le diverse tipologie di dimensionamento, a seconda dei servizi presenti, grande, media, piccola, ma devono intendersi come un presidio delle aree sub distrettuali corrispondenti all’incirca ad un bacino di 5-10.000 persone” (!!).
La Direzione generale della ASL BAT intende procedere alla realizzazione di un Ospedale di salute e comunità mutuando le finalità ed i modelli organizzativi suggeriti dal Ministero a proposito della casa della salute e programmando una struttura mista nella quale sono presenti 77 posti letto suddivisi in sei articolazioni che faranno capo a reparti presenti negli ospedali di altre città accanto ad una serie di ambulatori suddivisi per aree che abbracciano l’Emergenza-Urgenza, la Medicina di famiglia e di comunità, la Medicina specialistica e orientata, l’Ospedale diurno, l’aggregazione-educazione-prevenzione, la socio-sanità, il terzo settore – sport – benessere (Allegato 1).
E’ facile capire che si tratta comunque di un tentativo di addolcire la pillola: in questo downgrading estivo si vuole far passare sotto silenzio alcuni aspetti di una gravità estrema: il Pronto Soccorso sarà attivo solo 12 ore al giorno in ambienti che potranno essere rimodernati solo se la gara di appalto andrà in porto, le sale operatorie potranno essere adeguate alle norme solo se ci saranno “fondi di risulta”, la rete di informatizzazione sarà realizzata in un prossimo futuro!
Forse non è tutta colpa del Direttore Generale pressato da interessi forti di fronte ai quali i problemi di Trani sono una piccola cosa, forse non è tutta colpa dei politici tranesi che in questi anni sono stati distratti da interessi diversi da quelli della sanità, forse non è tutta colpa delle amministrazioni precedenti e forse non è neanche tutta colpa dei medici che in questi anni non hanno “investito” nell’ospedale.
Forse!
Sicuramente però non è colpa dei cittadini che tra pochi mesi si vedranno costretti a raggiungere di notte le strutture di pronto soccorso delle città viciniori o a ricoverarsi in altri ospedali per interventi banali che in tutto il mondo si fanno in ambulatorio!
Non sono sicuro che siamo ancora in tempo ad evitare questo cataclisma ma di sicuro non intendo stare alla finestra a guardare pazientemente che il destino dell’ospedale, e della sanità tranese in generale, si compia per poter poi criticare, pontificare, recriminare e chi più ne ha..….
Solo chi non fa non sbaglia ed io non ho intenzione di non rischiare di sbagliare.
Intendo pertanto chiedere all’Assessore alla Sanità della Regione Puglia un incontro fattivo nel quale chiedere di recedere da questo progetto ed in subordine di accettare e dare luogo a proposte correttive che potrebbero rendere il futuro degli utenti meno disagiato, in attesa di tempi migliori!
Ritengo pertanto irrinunciabile un Piano degli Investimenti che “premi” la città di Trani per i sacrifici imposti e che permetta, oltre a quanto esposto in delibera, la realizzazione di:
un Ospedale di salute e comunità che abbia tutte le caratteristiche di una Casa della salute grande (allegato 2) secondo come indicato dalla linee guida ministeriali,
un Pronto Soccorso dignitoso dal punto di vista degli spazi (sale attesa, accettazione e visita, sale di osservazione clinica ecc.) e della dotazione organica e strumentale attivo 24 ore al giorno per sette giorni a settimana,
una informatizzazione della rete assistenziale
la certezza di collegamenti sicuri e veloci con le strutture vicine,
la disponibilità di posti letto nelle UU.OO di destinazione,
un programma realizzabile di telemedicina,
ambulatori specialistici aperti 12 ore al giorno e dotati di attrezzature moderne,
Day Hospital e Day Surgery attivi da subito,
un ambulatorio per la terapia del dolore aperto anche nei giorni festivi,
un ambulatorio di ginecologia con specialisti esperti in problemi della salute sessuale e riproduttiva delle donne, delle coppie e della famiglia,
un programma di ADI riservato a persone non autosufficienti o impossibilitate, per gravi motivi di salute, a uscire di casa, e che necessitano di un’assistenza personalizzata sanitaria e sociale,
un servizio di Medicina per le dipendenze in cui sia possibile fare diagnosi, detossificare ed avviare i pazienti a programmi di riabilitazione (vedi allegato 3).
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Questo progetto schematizzato potrebbe rendere meno dolorosa la riconversione dell’Ospedale di Trani, migliorare ed arricchire l’offerta di salute nei confronti di una città di oltre 50.000 abitanti con una vocazione consolidata al turismo ed evitare che si corra ogni notte qualsiasi rischio.
La salute e la sicurezza dei cittadini sono una priorità ed in questa ottica sarebbe opportuno superare le divisioni politiche ed ideologiche, migliorare e supportare nelle sedi opportune questo progetto e valutare con attenzione ed obiettività pratica la possibilità di partecipare alla realizzazione di un ospedale consorziale del Nord Barese, così come proposto da più parti.
Mimmo Santorsola (consigliere comunale Sel)
