“Il commissariamento non c'è perchè presuppone un meccanismo organizzativo che è estraneo alla politica. Oggi invece, la politica è libera e se arranca è perchè lascia spazi vuoti, non perchè qualcuno gliene sottragga”. Così a proposito del governo tecnico di Monti, il Pres.te on. Ciriaco De Mita, ed il segretario regionale dell'Udc, l'on. Angelo Sanza, durante la presentazione del libro di De Mita “La storia d'Italia non è finita”, che si è tenuta ieri all'Università Lum di Trani. “Nel mio racconto -ha proseguito De Mita- credo che la cosa più interessante sia il tentativo di comprendere le ragioni che ci hanno portato a questa situazione. Si può dare alla vicenda attuale una duplice lettura: o quella che mette insieme le difficoltà, portando alla paralisi; o altrimenti, quella dell'intelligenza che scopre la natura delle difficoltà ed organizza la via d'uscita. Ci troviamo ad un bivio e dovrebbe esserci più impegno concreto, che vuol dire più politica, intesa come organizzazione delle condizioni dentro le quali le persone diventano libere. Invece, stiamo recitando la fine di questa esperienza dove ogni chiunque si presenta come salvatore della patria. Quando la politica non è un'idea che aggrega, ma una persona che si propone come salvatore, allora si rischia parecchio. In questi giorni, per esempio, la questione più intrigante e più accesa sui giornali è quella del sistema elettorale, quasi che la legge elettorale sostituisse il comportamento dei partiti. In realtà, il problema è che la politica si è personalizzata, e più è la persona ad essere al centro e più si taglia il collegamento con il territorio. Bisognerebbe fare in modo che la rappresentanza fosse un pensiero e che il pensiero fosse vissuto da una pluralità di persone. Il leaderismo c'è sempre stato. De Gasperi era un grande leader, io ricordo che quando era in vita, la celebrazione di questo grande personaggio non c'è stata e c'è stata dopo la sua morte. Potrei azzardarmi a dare una regola: i leader democratici si riconoscono dopo la morte -ha concluso De Mita- mentre i leader da vivi in realtà non sono leader democratici”.
“In questo momento ne vediamo tanti di Messia che fanno annunci”, ha detto, invece, l'on. Sanza. “La novità del Partito Democratico era il superamento ed il ripensamento della stessa sinistra. Oggi, con l'ombra di Nichi Vendola, è la sinistra più responsabile ad essere subalterna di quella radicale. Dal riconoscimento delle coppie gay alla messa da parte dell'agenda Monti, Sel sta via via cambiando l'identità stessa di quel Pd e la carta d'intenti sottoscritta l'altro giorno ne è una prova concreta, essendo tutta orientata a valori non propriamente riconducibili a quelli di una sinistra moderna. Capisco le logiche delle primarie, ma il Paese ha bisogno di chiarezza. Gli spazi che Bersani è costretto a concedere a Sel, rischiano di creare un solco profondo con i moderati difficilmente ricomponibile per un'alleanza di governo di cui il Paese ha bisogno. Vorrei scongiurare per il bene dell'Italia -ha concluso Sanza- che le varie sinistre pur di vincere, non ricompongano la tanto nota e gioiosa macchina da guerra di “occhettiana” memoria” o una colazione utile per vincere, ma non per governare”.
“L'appello lanciato dal Presidente De Mita di riappropriarsi di un'idea e attorno a questa, aggregare i cittadini, non ci ha colto impreparati e conferma la bontà di un percorso intrapreso all'insegna della condivisione e partecipazione”. È quanto dichiarato stamane dal segretario provinciale dell'Udc della Bat, Carlo Laurora, durante la presentazione del libro dell'on. Ciriaco De Mita “La storia d'Italia non è finita”, che si è tenuta stamane all'Università Lum di Trani. “Continuiamo a lavorare sul territorio -ha proseguito Laurora- producendo consenso attorno alle nostre iniziative, le nostre battaglie e le nostre proposte. È questo quello che ci chiedono i cittadini: in una fase ombrosa per la politica, dilaniata da scandali e malcostume, la comunità chiede di poter essere protagonista nella vita di un partito. La militanza, tanto bistrattata, oggi è un bisogno avvertito non solo dai cittadini, ma dalla politica stessa così in grado di ricostruire la sua credibilità”. Alla presentazione hanno partecipato anche Ugo Operamolla, candidato sindaco del centrosinistra del Comune di Trani alle scorse amministrative, e Giuseppe Tarantini, sindaco di Trani per due mandati. Per Operamolla c'è una grande norma inattuata nella Carta Costituzionale. “La norma sui partiti -ha detto- è rimasta lettera morta, dal momento che oggi i partiti, nella maggior parte dei casi, non sono degli strumenti utili alla partecipazione dei cittadini, ma è come se fossero una questione privata tra pochi amici”. Secondo Tarantini invece, il problema è nella selezione della classe dirigente. “L'appiattimento culturale -ha affermato l'ex sindaco- determina l'ingresso di improvvisati nella gestione della cosa pubblica. A differenza di oggi, negli anni passati per confrontarsi con l'elettorato era necessario aver fatto militanza e formazione politica. Questo produceva una classe dirigente in contatto con il territorio e forse, di più alta qualità rispetto a quanto stiamo vedendo, dal caso della Regione Lazio a quello della Lombardia”.
