S’infiamma la protesta dei dipendenti, aderenti al sindacato Usppi, della Casa di riposo e protetta “Villa Dragonetti”, di Trani. I lavoratori hanno protestato incatenandosi dinanzi ai cancelli dell’Asl/Bt e hanno iniziato lo sciopero della fame e della sete, per protestare contro il mancato pagamento di tre mensilità: agosto e settembre 2012, nonché la 13ma del 2011.
La mobilitazione è anche contro l’avvio della procedura di licenziamento di nove unità della cucina e della mensa, «in quanto – riferisce il segretario del sindacato Usppi, Nicola Brescia -, secondo la congregazione non sarebbe a norma di legge. Protestiamo anche – si legge in una nota - contro la presenza dei cosiddetti “parcellisti”, che tolgono il lavoro ai dipendenti strutturati, contro una cattiva ed allegra gestione del personale e contro i vertici della struttura, che stanno attuando un mobbing nei confronti dei lavoratori ed un comportamento antisindacale nei confronti dell’Usppi».
Il direttore amministrativo dell’Asl/Bt, Bernardo Capozzolo, ha incontrato una folta delegazione dei lavoratori, guidati dallo stesso Brescia e dall’omologo provinciale confederale, Nicola Preziosa, chiedendo di fermare lo sciopero della fame e della sete dei lavoratori ed impegnandosi ad emettere i relativi bonifici ad horas. In ordine poi, ai licenziamenti del settore cucina/mensa, Capozzolo ha dichiarato che, dall controllo effettuato dalla Asl, la cucina è risultata a norma di legge. Di conseguenza, la congregazione deve revocare la procedura di licenziamento.
Brescia chiede le dimissioni dei vertici della congregazione, «poiché stanno portando al collasso la casa di cura, come dimostra la revoca dell’accreditamento da parte del Comune di Trani. La situazione potrebbe esplodere – conclude -, se i vertici di Villa Dragonetti non dovessero intervenire a ristabilire la legalità ampiamente calpestata».
