A seguito della notizia secondo la quale il Prefetto Sessa avrebbe, con una una nota indirizzata a questore, comandante provinciale dei carabinieri ed omologo della guardia di finanza, proposto un’azione congiunta di tutte le forze dell’ordine finalizzata alla risoluzione, tramite sgombero, del problema rappresentato dalla presenza di insediamenti abusivi di popolazione di minoranza Rom, il Prefetto Sessa questa mattina ha telefonicamente comunicato al sottoscritto che tale notizia è priva di qualunque fondamento e mi ha autorizzato a rendere pubblica questa sua precisazione. In nessun modo, dunque, il Prefetto Sessa ha mai preso in considerazione l’ipotesi di procedere con uno sgombero coattivo delle famiglie Rom residenti in campi abusivi sul territorio provinciale (da decenni, in alcuni casi).
Alla soluzione del problema in questione, che – lo ricordo – è un problema di integrazione di una minoranza e non un problema di ordine pubblico, la Prefettura sta già lavorando da tempo in sinergia con gli Enti Locali della Provincia BAT e con gli uffici territoriali delle altre amministrazioni dello Stato, oltre che con le risorse rappresentate dal Terzo Settore. Proprio il Prefetto Sessa nella scorsa primavera, nell’ambito del programma specifico di intervento voluto dal Dipartimento per le Libertà Civili del Ministero dell’Interno del quale sono coordinatore regionale, ha insediato un tavolo di lavoro identico a quello istituito in altre 14 province, così come previsto dalla Strategia Nazionale per l’Inclusione Sociale dei Rom varata dal Governo nazionale e voluta dall’Unione Europea. Tale gruppo di lavoro ha esaurito la prima fase del percorso e si accinge ora a pianificare le strategie operative di intervento.
Vale la pena ricordare a tutti che, a seguito di una lunga serie di ammonizioni, il Governo italiano ha subito negli ultimi anni più di un provvedimento col quale le autorità internazionali hanno stigmatizzato e sanzionato la modalità con la quale in Italia si affronta il problema dei Rom: si veda, tra le altre, la condanna inflitta all’Italia nell’aprile 2006 dal Comitato Europeo per i Diritti Sociali proprio per il ricorso agli sgomberi.
Felice Di Lernia (Nova Onlus - Consorzio Nazionale per l'Innovazione Sociale) - Coordinatore Regionale Progetto COMINROM
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(n.a.) Chiariamo a nostra volta che il termine «azione congiunta», da noi utilizzato, non presuppone che l'azione equivalga ad uno sgombero. La presenza della parola «sgombero» nel titolo è solo un riferimento alla richiesta che viene da Trani, evidentemente anche per bocca dello stesso sindaco della città. Sicuramente, però, il titolo dell'articolo appare equivoco e bene fa il dottor Di Lernia, quindi, a porgere le dovute precisazioni.
