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Caso caldaie, i Verdi di Trani: «Ancora troppe domande senza risposta nel silenzio assordante della politica»

Continua la vicenda paradossale dell’ispezione degli impianti termici disposta dalla Provincia Bat, nel silenzio quasi assoluto degli esponenti politici provinciali. La vicenda che, nonostante i tentativi di giustificazione delegati agli organi tecnici della Provincia, continua ad evidenziare punti oscuri, prende le mosse (come risulta dalle determinazioni 239 e 240 del 27 settembre 2011 della Provincia Bat) dai numerosi incontri tra i rappresentanti della società Asax e quelli dell’ente, partiti anche agli inizi dello scorso anno.

Ebbene all’esito di questi incontri, la Provincia Bat ha inteso accettare il progetto-offerta economica (formalizzato con la nota del 19 maggio 2011) dell’Asax.

Dopo avere dato atto della durata presumibile del servizio stabilita in 180 giorni consecutivi a partire dalla data di avvio del servizio, c’è sta una proroga della scadenza del contratto originario stipulato con la Provincia di Bari prevista per il 31 dicembre 2011.

La nuova Provincia Bat ha preso atto del capitolato d'oneri e dei successivi verbali di accordo sui nuovi prezzi e sulle attività non comprese nel capitolato di contratto stipulato con la Provincia di Bari. Le novità riguardano:

1) la verifica di tutti gli impianti esistenti nei Comuni di Andria, Canosa, Minervino Murge, Spinazzola e Trani, per i quali non è stata è presentata autodichiarazione, qualunque sia il numero accertato degli incroci con il catasto impianti in possesso della società o della Provincia;

2) valutazione della conformità degli impianti sottoposti ad ispezione secondo le norme previste nel regolamento della Provincia Bat per l'esecuzione degli accertamenti e delle ispezioni sul rendimento di combustione e sullo stato di esercizio e manutenzione degli stessi;

3) collocazione della sede amministrativo-operativa della società nella sede istituzionale della Provincia Bat, in comodato d'uso gratuito;

4) costituzione di due centri d'informazione al servizio di utenti e manutentori (ma non è chiaro in quale città);

5) l’importo che ogni utente dovrebbe pagare con riferimento alle ispezioni su impianti di potenza superiore a 35 Kw è di 55 euro;

6) i corrispettivi dovuti per ogni impianto sottoposto a verifica partono da un minimo di 48 euro per impianti di potenza inferiore a 35 Kw;

7) il riconoscimento in caso di mancata ispezione per utenti assenti o per rifiuto di controllo un rimborso spese pari ad euro 24,20 (Iva compresa);

8) la precisazione che il numero di impianti da sottoporre a verifica è fissato in 12mila unità;

9) l'intesa che i pagamenti degli importi rinvenienti dalle ispezioni saranno incassati dalla Provincia Bat e girati ad Asax con cadenza mensile;

10) il corrispettivo dovuto dalla Provincia Bat  per il servizio in oggetto è di 480mila euro oltre Iva.

Da quanto letto, premesso che l’obbligo normativo oggetto della vicenda è da rispettare integralmente, emergono le seguenti domande alle quali a tuttora la Provincia Bat ed il Comune di Trani, a tutela dei suoi residenti, non hanno dato risposta:

1) perchè, considerato che di questa vicenda la Provincia Bat era a conoscenza da oltre un anno, non si è provveduto ad informare i cittadini con idonei mezzi di comunicazione?

2) quanto costa veramente alla collettività questa operazione? L’ASAX incassa oltre ai 480mila euro promessi dalla Provincia anche i soldi versati dai cittadini? Incassa solo i 480mila euro o solo quelli versati dai cittadini?

3) perchè non è stata fatta una nuova gara per scegliere la società adatta al servizio?

4) se è vero che gli importi, compresi quelli per le “sanzioni”, sono stati concordati (contrattualmente) con la Provincia Bat perché sono stati individuati così alti? Con quale criterio?

5) è possibile per una società consortile a responsabilità limitata, con prevalente scopo mutualistico qual è l’Assax, imporre e incassare sanzioni?

6) è possibile che l'avviso d'ispezione redatto su carta intestata dell’Asax e della Provincia non porti nessuna firma del rappresentante della Bat?

7) dove sono stati realizzati i centri informativi previsti?

8) nel contratto perché è stato previsto il comodato gratuito per l’utilizzo della sede della Provincia Bat?

Per questo motivo appare indifferibile che i consiglieri provinciali tranesi (finora l’unico intervenuto è Carlo Laurora) si facciano promotori di un atto di sospensione in autotutela del procedimento da parte del dirigente competente e promotori di un incontro pubblico per chiarire ai cittadini le modalità dei controlli obbligatori per legge.

A prescindere da eventuali responsabilità civili o penali, noi riteniamo che la vicenda abbia evidenziato chiare responsabilità politico-amministrative per le modalità in cui è stata gestita nonchè per i contenuti economici del contratto posto in essere dalla Provincia Bat: chi e come ha stabilito le somme da versare?

Tuttavia, a tutela dei cittadini, depositeremo un esposto alla Procura di Trani affinché vagli la legittimità di tutta l'operazione.

Infine, invitiamo tutti i cittadini a recarsi presso la nostra sede sita in via Don Nicola Ragno tutti i giorni dalle 19,20 alle ore 20,30 per firmare la nostra petizione per indurre il sindaco del Comune di Trani a chiedere alla Bat la sospensione del procedimento amministrativo e la modifica delle condizioni contrattuali con l’Asax.

Michele di Gregorio - Francesco Laurora (Verdi Trani)


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