“Partecipa, potrebbe essere l’ultima opportunità”. L’appello alla città sul manifesto è intriso di una sottile tristezza: “Purtroppo i cittadini di Trani non si sono mai distinti per la presenza massiccia alle varie manifestazioni in difesa dell’ospedale – dice Loredana Di Nunno, responsabile sindacale aziendale della Cisl –e, quindi, forse davvero questa è l’ultima occasione per fare sentire, tutti, la nostra voce”.
Così, dunque, si avvicina il giorno della “Catena umana pro ospedale”, la manifestazione che sabato prossimo, a partire dalle 9.30, cingerà letteralmente il “San Nicola Pellegrino” per difenderlo. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, cui hanno preso parte il primo cittadino ed i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.
Gigi Riserbato (sindaco). Non sarà una manifestazione di protesta, ma di sensibilizzazione, per accendere con forza i riflettori sull’ospedale e cingerci nel vero senso della parola intorno ad esso ed al suo personale. Siamo certi del fatto che, così come è stato per l’emergenza rifiuti, qualche risultato lo otterremo. Anche qui, come chiedemmo per i rifiuti, serve subito un tavolo tecnico per rivedere l’intera organizzazione sanitaria nella Bat.
Loredana Di Nunno (Cisl). Chiediamo ai cittadini di esserci vicini, perché stiamo lottando per la pari dignità con Bisceglie, cui non stiamo facendo la guerra: per noi resta sempre valida l’idea che il nostro ospedale sia il polo chirurgico e Bisceglie quello medico, in totale sinergia.
Cosimo Nenna (Cgil). Purtroppo paghiamo la scarsa rappresentatività politica di Trani a tutti i livelli. Per questo motivo il nostro ospedale sta perdendo pezzi e reparti da anni. E, ormai, i nostri malati quasi sempre sono costretti a ricoverarsi fuori, anche molto lontano: un asmatico cronico ormai, è costretto a recarsi a San Marco in Lamis.
Vincenzo Cognetti (Uil). Ormai anche noi infermieri siamo stati depotenziati: la copertura a Trani possiamo garantirla non più di due giorni per settimana, mentre prima erano cinque. Ci dirottano al Dipartimento di salute mentale di Bisceglie, ma intanto l’ospedale di Bisceglie è diventato pressoché invivibile, quasi un lager.
Intanto, la fotografia odierna del nostro ospedale è quasi disarmante. I reparti aperti “h24” sono i seguenti: Medicina; Gastroenterologia; Pronto soccorso; Centro trasfusionale e laboratorio analisi; Ematologia; Rianimazione. Gli ultimi due sono prossimi a fare le valigie, destinazioni rispettive Barletta e Bisceglie; Gli ambulatori disponibili sono: Urologia; Chirurgia; Ortopedia; Ginecologia; Medicina dello sport; Cardiologia. Nel frattempo, sono iniziati i lavori per l’apertura della “Casa del parto” nei nuovissimi ambienti della ormai ex Chirurgia.
Tornando alla manifestazione, ci sarà la partecipazione del clero, vi è l’adesione dell’intera conferenza dei capigruppo, i partiti saranno presenti senza simboli, il sindaco sta valutando se indossare o no la fascia tricolore.
