La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il sig. Giuseppe Giusto) prosegue con Forges Davanzati. Vi ricordiamo che per ascoltare la storia completa di questi due personaggi potrete farlo il lunedì e il sabato mattina intorno alle 10.30 nel programma di Maria Cellamare con Enzo Ronco mentre durante una delle edizioni del radiogiornale quotidiano potrete ascoltarne una piccola pillola.
Dal civico 106 di via Ognissanti a via Mario Pagano. Un tempo, in gergo popolare, la stradina era nota col nome de "la strade de Pazziudde".
Forges fu un'antica e nobile famiglia originaria di Palo del Colle, dalla quale si trasferì a Trani al quale assunsero il secondo cognome. Costui, invece, di origine fiorentina, fu Arcivescovo di Trani per un lungo periodo, ossia dal 1717 al 1755.
L'Arcivescovo Forges Davanzati fu un dotto scrittore e zelante prelato. Fu autore di alcune interessanti opere, tra le quali una dissertazione sopra i vampiri, stampata postuma a Napoli nel 1774.
Fu nominato Patriarca di Alessandria, ma rifiutò la porpora cardinalizia offertagli da Papa Benedetto XIV. Tra i vari provvedimenti presi durante il suo governo diocesano, ve ne furono alcuni assai deplorevoli effettuati nel Duomo, tra cui l'abbattimento del ciborio e dell'ambone, di epoca medievali. All'Arcivescovo Davanzati fu intitolato nel 1875 il glorioso Collegio dei Padri Barnabiti. Della famiglia Forges Davanzati, che fu ascritta al Sedile S. Marco nel 1751, sono da ricordare anche:
- Domenico (1742 - 1810), studioso e scrittore di fama europea, Prelato Palatino di Canosa e Arcivescovo di Nazareth, patriota coraggioso che subì il carcere politico e l'esilio per le sue chiare idee antiborboniche, e che fu uno dei venticinque membri del governo provvisorio della Repubblica Partenopea sotto lo Championnet.
- Giuseppe e Lorenzo, martiri tranesi della libertà giustiziati nel 1799 nel Castello Svevo e ricordati nella lapide posta in Piazza della Libertà.
La famiglia Forges Davanzati abitò nel palazzo situato in via Ognissanti n.123, a due passi da questa via, che acquistò nel 1753 dai de Boctunis, lo ricostruì e sopraelevò di un altro piano. Nel 1832 passò alla famiglia Covelli.
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Goffredo da Trani
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Francesco Cutinelli
