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Trani, ha un malore e lo scrive su Facebook. Una storia che ha dell'incredibile ma fortunatamente un lieto fine

Immaginate un uomo seduto dinanzi al proprio pc tra le mura domestiche, collegato sul social network più famoso al mondo, una scena che a gran parte di chi leggerà questo articolo sembrerà familiare, nel senso meno latino del termine.

Pensate anche a tutti quei link pubblicati per dire qualcosa a qualcuno, per insultare chi ci ha fatto star male con la frase di un altro, per sfogare la nostra rabbia con una citazione famosa, per provare quella strana sensazione di appagamento nel ricevere sempre più apprezzamenti per una foto o un post al quale releghiamo il compito di rappresentarci dinanzi a centinaia di amici o presunti.

Insomma, pensate a tutto quel tempo perso su Facebook a subire le sensazioni, le emozioni, i pensieri. Tutto quel tempo che avremmo potuto sfruttare per rendere migliore la giornata a qualcuno con una visita. In tutto questo ritornate ad immaginare quell'uomo che ha un nome, si fa chiamare Michi.

Siede sulla sua sedia mentre è intento a scorrere qualche pagina su Facebook ed accusa un malore. Non riesce ad alzarsi dalla sedia e istintivamente prende il cellulare per chiamare aiuto ricordandosi poi di non avere credito. "Ciao Michi, che succede di bello?", assolutamente niente potremmo ben dire. Ma qualcosa in realtà succede, Michi comincia a scrivere testualmente: "amici mi sto sent male, nn ho credito, il primo che leege mi cghiama al 3***, mi gira forte la testa. il mio medico è n**** me l avvisate!!! grz!!!".

Con un linguaggio che, purtroppo, non dovremmo tradurvi, riesce a comunicare con tutti i suoi contatti in quel momento on-line. Nonostante la nostra sfera emozionale ed umana venga piallata quotidianamente dagli input che ci giungono dalla rete, c'è qualcuno che ricorda ancora che dietro uno schermo, dietro un profilo, dietro delle lettere che scorrono veloci sotto la pioggia di video e canzoni, vi è una persona in carne ed ossa.

Lo stato viene notato da una vigilessa, M.A., Giovanni Di Clemente e Nicholas Modugno. Tutti e tre cercano di attivarsi come meglio possono. Modugno si prepara per per recarsi da Michi, e nel frattempo chiama un suo amico, Rino Negrogno. Mentre Nicholas apre il portone del suo condominio ascolta la voce di Negrogno che risponde al telefono ma la voce era molto più vicina di quanto sembrasse, casualmente Rino stava passando proprio su quel marciapiede.

Mentre la vigilessa e Giovanni cercano di continuare a "chattare" con Michi, Modugno spiega velocemente la situazione a Rino (che "casualmente", essendo un operatore del 118, ha con sé l'apparecchio per misurare la pressione) ed insieme corrono da Michi. Quest'ultimo viene soccorso nel suo stesso appartamento e fortunatamente la situazione torna sotto controllo.

Una storia che ha dell'incredibile soprattutto se si pensa alle diverse appartenenze politiche dei coinvolti (dal Movimento5Stelle all'Udc, passando per AN e Comunisti Italiani, esclusa la vigilessa). Una storia che ha dell'incredibile visto l'utilizzo odierno di Facebook. Una storia che però ci porta nuovamente a riflettere sul buon utilizzo della rete. Spesso sottovalutiamo e ancor peggio a volte sopravvalutiamo questo potente mezzo, dovremmo semplicemente riuscire ogni giorno a fare login come "essere umani".

d.d.


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