Resta vivo lo spazio culturale anche sulla rete che cerca di pescare piccole dosi di cultura in versi. Dopo "I vicoli del porto" arriva un altro componimento di Rino Negrogno.
Che pace
Possiamo evitare oggi le nostre effimere effemeridi
guardarci di sottecchi e fare slanci subitanei
passi veloci, groppi dondolanti, finestre sbieche
ficcare la testa nelle nostre nuvole anzi
nel nostro mondo silenzioso di suoni
rosso, verde, giallo, luminoso di parole.
Ah che pace non vuoi venirci?
Mano nella mano potremmo trovarci qui
se non in questa vita in molte altre
mano nella mano e sfiorare i tuoi rimpianti
i miei andirivieni di viottoli senza fine
ma tu non puoi venirci e lo sai, hai la faccia
dovrei uscirne io ma vedi, vedi, che dire
seguo una scia che non è qui e so che sei tu
riconosco i sogni che mi hai insegnato
i tuoi disegni di paesaggi escogitati
sempre gli stessi per strade e rifugi sicuri
non sentieri, solcare onde impetuose
piogge odorose di terra e libri da rileggere
voglio restare vicino al fuoco
ci verrò di tanto in tanto ad ammaestrare il vento
voglio gustarmi le sembianze baluginanti
vederti brillare come fanno gli amanti.
Ora no, ora no.
Rino Negrogno
