Anno nuovo, gestione nuova. Infatti, dopo le tante polemiche relative agli avvisi d'ispezione delle caldaie inviati la scorsa estate dall’Asax, per conto della Provincia, l’intera competenza del servizio, ovviamente per quanto riguarda la sola città di Trani, passa al Comune, che avrà cura, a cura sua volta, di affidarne la gestione a terzi.
La giunta comunale ha già attivato le procedure di competenza per la nuova campagna degli accertamenti ed ispezioni necessarie all’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell'esercizio e manutenzione degli impianti termici. Il provvedimento dovrà, in ogni caso, passare al vaglio del consiglio comunale prima di assumere i crismi della piena efficacia.
L’atto d’indirizzo riguarda il biennio 2013-2014, e dispone che l’ente affidi in concessione il servizio «a ditte o società, anche partecipate, in possesso dei requisiti di legge, stipulando apposita convenzione».
L’atto d’indirizzo ha già definito le principali peculiarità del servizio, a cominciare dalle cadenze dei controlli: ogni due anni, per impianti termici con potenza inferiore a 35 kilowattora; ogni anno per tutti gli altri impianti termici.
Viene confermata, inoltre, la certificazione delle operazioni di controllo ed analisi di combustione per impianti termici attraverso la posizione di un bollino. Al consiglio comunale verranno proposti i seguenti importi dei bollini per fascia di potenza: inferiore a 35 kilowattora, 8,50 euro; da 35 a 58 kilowattora, 36 euro; da 58 a 350 kilowattora, 66 euro; da 350 kilowattora in su, 96 euro.
L’organo elettivo dovrà, altresì, prendere atto che la certificazione per gli impianti termici di potenza maggiore o uguale a 35 kilowattora abbia validità annuale, mentre per quelli di potenza minore di 35 kilowattora biennale.
E veniamo adesso alle sanzioni. Per gli impianti non certificati, oltre al costo del bollino, ci saranno da pagare le seguenti somme: per quelli con potenza inferiore a 35 kilowattora, 100 euro; per quelli con potenza inferiore a 35 kilowattora, non certificati ma in regola con controlli periodici, 40 euro; per quelli con potenza uguale o maggiore a 35 ed inferiore a 58 kilowattora, 200 euro; per quelli con potenza uguale o maggiore a 58 ed inferiore a 350 kilowattora, 350 euro; per quelli, infine, con potenza uguale o maggiore a 35 kilowattora, 400 euro.
Significativo appare il passaggio che stabilisce che l'importo delle sanzioni sia ripartito nella misura del 30 per cento a beneficio della società incaricata, e del 70 per cento dell’amministrazione comunale. Da questo punto di vista, la ripartizione sembra favorire decisamente l'ente pubblico rispetto a quanto non era accaduto, invece nel rapporto di forze tra la Provincia e l’Asax.
