«Non me l’aspettavo. Sono in un certo senso stupito». Così, sulla Gazzetta del mezzogiorno di oggi, Paolo Nugnes, portavoce cittadino (con Massimo Bruni) del Movimento 5 stelle. «Queste percentuali altissime nella nostra città (che comunque conferma la sua vocazione di centro destra) sono un risultato straordinario - prosegue il candidato sindaco uscente. È la vittoria della politica, ma è anche la sconfitta dei politici, nel senso di come li conosciamo. Come ricorderete, Beppe Grillo partì proprio da Trani lo scorso anno a Pasquetta con il suo tour (diventato poi lo Tsunami tour): la gente ha votato 5 Stelle perché in Italia vuole un cambiamento».
Ha votato Bersani – si legge ancora - il consigliere comunale Fabrizio Ferrante, il “grande escluso” (protagonista, come si ricorderà, della diatriba interna al Pd nelle ultime elezioni comunali: le “sue” primarie furono annullate, formò una lista civica, poi appoggiò Renzi, infine aveva dichiarato di votare per Bersani), che nel commento al voto tranese è lapidario: «Il risultato del Pd a Trani è imbarazzante. La sinistra a Trani (ed anche in Italia) non vuole vincere. Quando ha tutti i numeri per farcela, ecco che fa di tutto per boicottarsi da sola. L’unico candidato cittadino era “borderline”, e questi sono i risultati, a livello locale e a livello nazionale. In ogni caso con questi risultati Trani si conferma la città dove la maggioranza è fatta di moderati».
Antonio Mazzilli, segretario di Sel, tutto sommato è soddisfatto: «Per quanto ci riguarda (avevamo in lista anche il nostro candidato Mimmo Santorsola) abbiamo lavorato bene. Trani è questa, lo sappiamo, c’è da lavorare e noi siamo un gruppo giovane, che ha intrapreso un cammino tutto ancora da percorrere. E siamo impegnati in questo».
