Una messinscena da 14mila euro. Questo, in realtà, è stata la finta rapina di ieri nei pressi dell’ufficio postale di largo Petrarca. I due erano d’accordo: la presunta vittima, C.F., tranese 39 anni, dipendente di una stazione di servizio di via Barletta; il presunto aggressore, L.G., 59enne guardia campestre di Trani.
Sin dal primo momento la Polizia aveva sospettato di loro, poi i dubbi sarebbero diventati prove. Il 39, picchiato, si fa per dire, corre nell’ufficio postale e denuncia la presunta aggressione. Sopraggiungono il 118 e la Polizia, ma gli agenti subito non si convincono della versione fornita. Da lì a poco, dalle telecamere della loro videosorveglianza, arriveranno le immagini che ne confuteranno il racconto e lo incastreranno: arriva un Fiorino, ma lui consegna i soldi al complice e, solo dopo, si fa dare alcuni schiaffi e corre al salone fingendo la rapina.
Dimesso dal pronto soccorso e giunto in commissariato per la denuncia, da lì a poco il denunciante sarebbe divenuto indagato e, messo alle strette, confessava la simulazione e poneva gli agenti nelle condizioni di raggiungere a domicilio il suo complice, la guardia campestre.
Questi, a sua volta, dopo avere gettato in un cassonetto gli indumenti utilizzati durante la presunta rapina, ammetteva le proprie responsabilità. Il denaro veniva interamente recuperato con l'eccezione di 500 euro, che erano stati già spesi tra un supermercato ed altri negozi per il pagamento immediato di alcuni debiti.
Denunciati a piede libero, per entrambi, a questo punto, è pressoché scontato il licenziamento. Per la guardia campestre si è avviata la pratica di sottrazione dei titoli e del porto d’armi.
