Al termine del corteo partito dal palazzo di città, è partita ufficialmente l'occupazione dell’ospedale San Nicola Pellegrino da parte dei cittadini aderenti al comitato L328, con in testa il sindaco, Gigi Riserbato. I manifestanti hanno dato vita ad un’assemblea aperta, nella sala conferenze del presidio, all’esito della quale si decideranno le attività successive da intraprendersi.
Al momento, nessun incontro ufficiale è avvenuto tra l'amministrazione comunale e le autorità sanitarie e regionali. Il sindaco, anzi, lamenta il fatto che «la Regione Puglia ancora una volta è latitante sul punto e l’Asl - ha dichiarato a Radio Bombo al termine del corteo – ha disposto la sospensione delle disattivazioni, e quindi della chiusura dell’ospedale di Trani, solo su pressione del Prefetto di Barletta-Andria-Trani al termine della riunione del Gruppo di allarme sociale richiesta, in particolar modo, proprio dal sottoscritto».
Il primo cittadino, a proposito della partecipazione popolare a questo corteo, registra «un clima di sfiducia e scoramento ma - afferma - dobbiamo reagire e ribaltare le cose tutti insieme con la forza della compattezza e determinazione».
Durante l’intera mattinata si susseguiranno interventi di medici e personale sanitario. Qualcuno dei presenti ha notato un filo di commozione “oltre le righe” sul volto del dottor Carlo Avantario, segno del fatto che l’occupazione starebbe, almeno, toccando le giuste corde nell’animo dei cittadini.
È intervenuto, ad un tratto, anche il direttore sanitario Senigallia che ha richiesto lo sgombero dell'aula in quanto non vi sarebbero le norme di sicureza adeguate ma nessuno ha intenzione di abbandonare la protesta sino a che non si giunge ad un dialogo con le forze politiche regionali. Durante tutta la permanenza ad oltranza si susseguiranno gli interventi di medici, infermieri, collaboratori sanitari, cittadini e politiche che vorranno intervenire per dire la propria.
Gennaro Palmieri, della Uildm, ha proposto di incatenarsi all'ingresso del nosocomio ed iniziare uno sciopero della fame, assistiti da un medico. Il presidente del Comitato L328, Loredana Di Nunno, ha detto che «se nessuno dovesse rispondere a questa forma di protesta, sarà occupata anche la discarica comunale perché "se ci tolgono la salute devono toglierci anche i rifiuti».
