Il Comune di Trani resisterà in giudizio avverso il ricorso, proposto presso il Tar Puglia, dalla società Ekobat sia contro la Provincia, sia contro lo stesso Comune, relativamente al diniego dell’autorizzazione alla costruzione e gestione di un impianto di smaltimento di rifiuti speciali “non pericolosi” nel Comune di Trani.
È quanto ha disposto il dirigente della seconda ripartizione (settore legale e contenzioso), Pasquale Mazzone, con riferimento al ricorso che la Ekobat, rappresentata dal avvocato Pietro Quinto, ha notificato al Comune di Trani per l'annullamento previa sospensione della determinazione con la quale, lo scorso 15 gennaio, il dirigente del settore ambiente della Provincia di Barletta Andria Trani, all'esito della procedura coordinata per la valutazione di impatto ambientale ed autorizzazione integrata ambientale, ha negato alla stessa Ekobat l'autorizzazione alla costruzione della discarica a Trani, in contrada Casarossa.
Oltre questo provvedimento, l’Ekobat ha impugnato un nutrito numero di atti approvati specificatamente a Trani: una delibera del consiglio comunale del 28 luglio 1999: tutti gli atti di approvazione del Pug; altre delibere di consiglio e, segnatamente: la numero 29 del 26 luglio 2006; la numero 109 del 21 dicembre 2007; la numero 8 del 31 marzo 2009.
Lo scorso 6 marzo, peraltro il sindaco di Trani aveva diffuso una nota con la quale poneva in risalto «la delicatezza della problematica per quanto attiene gli interessi della collettività», invitando il dirigente del contenzioso «ad adottare le opportune misure per la difesa in giudizio».
Dopo avere consultato il responsabile dell'Ufficio legale del Comune, Michele Capurso (il quale ha motivato l'impossibilità di patrocinare la controversia, sia per la complessità, sia per i sempre più numerosi giudizi in cui l’ente è costituito) il dirigente ha optato di affidare l’incarico legale all'avvocato Fabrizio Lofoco, del Foro di Bari, anche alla luce dell’urgenza, giacché la camera di consiglio è fissata per il prossimo 20 marzo. L’impegno di spesa assunto per la circostanza è di 6.292 euro.
