«È uno spettacolo bruttissimo, indecente, la cui soluzione esigo si trovi quanto prima, perché, così, non si può più andare avanti». Così il sindaco, Gigi Riserbato, in merito al problema di via Malcangi, all’intersezione con via Bonomo, dove da mesi, ormai, i condomini di uno stabile depongono un sempre maggior numero di buste della spazzatura nel vano dov’era presente un cassonetto, poi trasferito nella strada perpendicolare, a dieci metri da lì.
«Proprio nei giorni scorsi – fa sapere il primo cittadino - ho fatto un paio di telefonate molto piccate e con toni di voce molto alti sia con il presidente dell’Amiu, sia con l'apparato tecnico della struttura. L’avere rimosso il cassonetto lì presente – spiega Riserbato riferendo la versione di una parte in causa - è stato per necessità di sicurezza stradale, perché la proprietà dello stabile aveva delle oggettive difficoltà nell’immettersi sulla strada e pare siano stati sfiorati un paio di incidenti. Peraltro – e Riserbato si sofferma sul punto di vista dell’altra parte -, i condomini lamentano il fatto che quello era l'unico contenitore per rifiuti presente. Tuttavia, la risposta di inciviltà che viene data, vale a dire depositare queste buste proprio lì dove il cassonetto non c'è più, è qualcosa di aberrante».
Quali, allora, le proposte? Riserbato risponde così: «O si fa un servizio di vigilanza, che purtroppo deve diventare repressiva, per cogliere in flagrante i responsabili identificandoli e verbalizzandoli con tutte le conseguenze del caso, oppure si trova una soluzione alternativa. Non dovrebbe toccare al sottoscritto occuparsi di dettagli tecnici, ma questa situazione non può proseguire oltre, perché è indegna e, quanto prima, bisogna trovare la giusta soluzione qualunque essa sia».
Ieri sera, intanto, il volume della spazzatura ha raggiunto dimensioni senza precedenti. Le foto sono state scattate alle 23.30, a mezz’ora dalla fine della «giornata della donna». Anche lì, infatti, pareva di intravedersi una festa del «genere femminile»: buste, spazzatura, superficialità, indecenza, indifferenza, arroganza, prepotenza e, soprattutto, vergogna.
Qui le dichiarazioni del sindaco.
