La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il maresciallo Giuseppe Giusto, grazie al suo volume "Trani, tante strade, tanta storia" edito dalla tipografia Landriscina nel 2003 per il C.R.S.E.C.) prosegue con Edoardo Fusco. Per ascoltare la storia completa di questi due personaggi potrete farlo il lunedì e il sabato mattina intorno alle 10.30 nel programma di Maria Cellamare con Enzo Ronco mentre durante una delle edizioni del radiogiornale quotidiano potrete ascoltarne una pillola.
Via Edoardo Fusco parte dal civico 222 di via Mario Pagano, attraversa Corso V. Emanuele II fino a via Morrico con il Palazzo di Città che fa da sfondo. Il primo tratto, fino a via G. Bovio fu "vico S.Francesco", poi "via Torrente Antico", "vico S. Francesco" fu spostato a tutt'altra parte. Secondo la pianta di Trani del 1874 di S. Boccassini, l'ultimo tratto, vicino a palazzo di Città (Croce Bianca), doveva chiamarsi "via Borgoforte". L'intitolazione di tutta la strada a Edoardo Fusco, fu effettuata con delibera n.53 del 20 maggio 1921 su proposta del Consigliere comunale avv. Cutinelli. Ha un primo tratto, fino a via G. Bovio, stretto e limitato in parte al passaggio pedonale. Da via Giovanni Bovio al Municipio ha un'ampiezza maggiore. Inoltre dal Corso V. Emanuele è alberata con oleandri e si allarga ulteriormente nell'ultimo tratto dove era il Cinema Bellini e l'ex Croce Bianca. Dal civico 1 di via E. Fusco si ha accesso ad una strada senza uscita.
Edoardo Fusco è stato patriota tranese, una delle più nobili figure del nostro Risorgimento, ebbe i natali da una agiata famiglia (suo padre Alessandro era un famoso notaio). Partecipò attivamente ai moti del 1848, dopo dei quali espatriò in Grecia per sfuggire alla polizia borbonica. Pubblicò diversi suoi scritti. Nel 1853 si trasferì a Londra, continuando l'attività di scrittore anche in lingua inglese, e insegnando presso alcune rinomate scuole e Università britanniche. Nel 1854 sposò la contessa Grecca Ida Balestrino del Carretto, di antica e nobile famiglia genovese, che condivise ansie e gioie di comuni ideali. Nel 1860 lasciò Londra, nonostante le ottime prospettive, per rientrare in Italia e cinque anni dopo si trasferì ancora da Napoli a Firenze dove, in seno al governo, ebbe incarichi di prestigio. Fu Commissario per le Opere Pubbliche nelle Provincie di Bari e Lecce; Ispettore Generale delle Scuole Primarie e secondarie del Mezzogiorno a fianco di Luigi Settembrini e a Paolo Emilio Imbriani provveditori agli studi per la pedagogia all'università di Bologna prima e a quella di Napoli poi.
Nel 1868 pubblicò "L'educazione popolare in Napoli", e nel 1869 fondò un periodico intitolato "Il progresso educativo". Alla sua morte, la vedova, che era anche una delicata poetessa, gli consacrò un volume di versi intitolato "Fiori sparsi" e fece pubblicare quanto rimaneva dell'attività di suo marito. Un suo pronipote, il dott. Stanislao Fusco, ottenne nel 1963 la Cittadinanza Onoraria di Trani.
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