Indagano i carabinieri della Compagnia di Trani in merito all'episodio che ha visto protagonista il consigliere comunale, Mimmo Cognetti, la cui auto, lunedì 18 marzo, all’indomani della seduta dello scorso 15 marzo, è stata danneggiata da ignoti con il presunto tentativo di intimidire consigliere comunale, probabilmente dopo il suo intervento nel merito della delibera sull'affidamento alle cooperative sociali di alcuni servizi di pubblica utilità.
Cognetti, che pure aveva votato favorevolmente a quel provvedimento, vi s’era espresso in termini anche critici chiedendo delle garanzie che, nelle sue intenzioni, sarebbero andate in ogni caso in favore dei lavoratori. Probabilmente, qualcuno deve avere travisato il senso di quelle dichiarazioni e, di conseguenza, sarebbe scattato quello che, se fosse davvero un atto punitivo, sarebbe di una gravità inaudita.
Qualcuno, insomma, potrebbe non avere gradito e, così, nel pomeriggio di quel lunedì, ha scelto di graffiare quasi l’intera carrozzeria dell'auto di Cognetti, mentre il consigliere era nella sede della Uil, in via Barisano da Trani, nei pressi di piazza Gradenigo.
Al momento non vi sarebbero elementi che abbiano permesso di determinare degli sviluppi nelle indagini: sia le telecamere pubbliche, sia quelle dei privati non sarebbero riuscite a fornire indicazioni tali per l'individuazione del responsabile. Restano, quindi, tanti interrogativi, insieme con i messaggi di solidarietà in favore del consigliere, a cominciare dal presidente dell'assemblea, Fabrizio Ferrante, che è anche il responsabile del movimento politico di cui anche Cognetti fa parte.
Quanto al consigliere comunale oggetto del possibile avvertimento, il suo commento è lapidario: «Ho piena fiducia nelle indagini e, per il momento non voglio ritenere si sia trattato di un atto di matrice politica».
Resta il fatto che sia Cognetti, sia Ferrante, sia il capogruppo del movimento, Tommaso Laurora, avevano lamentato in quei giorni, sia in sede consiliare, sia in alcune pubbliche dichiarazioni, il problema della presunta, eccessiva presenza di persone legate alle cooperative sociali nei corridoi del palazzo di città. Una frequentazione, probabilmente, tale da mettere pressione e condizionare le scelte di qualcuno.
