La chiesa era gremita di gente, tra parenti, amici e colleghi, la parrocchia Angeli Custodi si è stretta intorno alla famiglia del 43enne Giovanni Bassi, agente di polizia penitenziaria. Il rito funebre è stato celebrato dal cappellano del carcere di Foggia, padre Michele, che ha ringraziato per l'occasione i diversi sacerdoti presenti che hanno concelebrato.
«Affidiamoci alla tenerezza di Dio, non a quella umana. La tenerezza di Dio è quella che non ci fa piegare, non ci fa curvare», ha detto padre Michele. Quattro agenti facevano il picchetto alla bara sigillata del loro collega, dinanzi al dignitoso dolore della famiglia.
«I nostri confratelli qui presenti che vegliano il corpo di Giovanni, ci insegnano a stare sull'attenti e così dovremmo imparare a metterci dinanzi a Dio, dinanzi alla Vita. Mi sono permesso di sfogliare qualche foto di Giovanni su Facebook. Non ne ho trovata neanche una con il volto triste».
Poi il celebrante ha proseguito, «di solito si lascia il lavoro stanchi e nervosi, Giovanni ogni volta che smontava dal proprio turno aveva un sorriso pronto per tutti, un saluto cordiale, svolgeva il suo lavoro con passione. Una caratteristica che tutti dovremmo imparare da lui, lavorare per passione».
Un momento molto commovente ha pervaso la chiesa quando sull'altare si è recata la figlia di Giovanni che ha letto: «Solo ora che ti ho perso capisco cosa eri per me. Ricordi quando da piccola mi portavi in giro e ascoltavamo la nostra canzone preferita? Ora questo non ci sarà più. Hai sempre fatto di tutto per non farci mancare niente. Abbiamo perso il nostro eroe».
Alla fine della celebrazione padre Michele si è rivolto direttamente alla famiglia ed in particolar modo ai due figli di Giovanni: «Il lutto si trasformi in gioia, l'anima di Giovanni vivrà la resurrezione con nostro Signore. Tra le nuvole scorgeremo la bellezza del suo sorriso. Oggi sappiamo di aver conosciuto una persona semplice. Solitamente i funerali di un collega si svolgono in una cerchia piccola, qui oggi per Giovanni ci sono tutti i colleghi, si sono mossi anche dagli uffici e dai reparti speciali. Era l'amico di tutti anche sul lavoro. Mi rivolgo ai figli di Giovanni con una frase di sant'Agostino che mi accompagna da quando alla vostra stessa età ho perso mia madre: Se mi ami, non piangere. Ricordate papà come una persona gioiosa e portate con voi la sua gioia, sarà il dono più grande che gli farete. Ciao e arrivederci Giovanni».
