Nella mattinata odierna agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Trani in collaborazione con la digos di Firenze e di Grosseto hanno eseguito un'ordinanza cautelare in regime di arresti domiciliari emessa il 16 maggio dal gip del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Trani.
Sono stati arrestati in tre: Ivo Moretto (nato ad Andria il 19 aprile 1973) residente a Trani - responsabile sviluppo mercato elettrico dell'Amet s.p.a.; Nicola De Fano (nato a Bari il 25 febbraio 1956) residente a Bari - ingegnere elettronico; Massimo Vannucci (nato a Grosseto il 29 dicembre 1951) residente a Grosseto - socio della Terranova Più s.r.l. di Firenze.
La vicenda nasce il 19 aprile 2012 dall’emanazione di un bando di gara da parte della società Amet di Trani (concessionaria di pubblico servizio, interamente partecipata dal Comune di Trani), avente ad oggetto l’appalto per la fornitura e avviamento in esercizio del sistema informativo delle attività tecniche e commerciali per la distribuzione e vendita di energia elettrica”, per un importo di 725.000 €.
Per la predisposizione del bando di gara e del relativo capitolato speciale, in data 25 maggio 2011, era stato “officiato” dal Presidente p.t. dell’Amet, quale consulente tecnico, l’ing. Nicola De Fano, mentre come responsabile unico del procedimento veniva nominato il dott. Ivo Moretto, responsabile sviluppo mercato elettrico in seno all'azienda Amet.
Il 6 giugno 2012 su un quotidiano nazionale veniva pubblicato un articolo, dal titolo “Stesso bando, stessa azienda, quel filo da Trani a Bolzano”, nel quale si evidenziavano delle anomalie circa il circa il bando di gara pubblicato dall’Amet che era quasi uguale a quello pubblicato circa due settimane dopo dalla Sel s.p.a. di Bolzano per una fornitura analoga e per un importo di 370.000 €; peraltro, nel capitolato di gara, scaricato dal sito dell’Amet, era possibile leggere le proprietà del documento, tra cui il nome dell’autrice, E. C., che risultava essere Product Manager della “Terranova Più’”, società interessata alla partecipazione sia alla gara bandita dall’Amet di Trani che a quella della Sel di Bolzano.
Sempre sul medesimo giornale, il giorno successivo veniva pubblicato un altro articolo, a firma dello stesso autore, intitolato “Bandi pubblici la firma scomparsa”, che denunciava la circostanza che la pagina internet dove era scaricabile il bando di gara dell’Amet non fosse più accessibile.
A seguito della pubblicazione dei due articoli di stampa, il Presidente ed Amministratore Delegato dell’Amet, pochi giorni dopo, presentava presso la locale Procura esposto-denuncia con cui chiedeva di espletare le indagini necessarie e di promuovere l’azione penale nei confronti degli eventuali responsabili. Successivamente la Procura delegava il Commissariato di P.S. di Trani ad esperire le necessarie indagini.
La meticolosa e complessa attività investigativa posta in essere dagli uomini della Polizia Anticrimine di questo Commissariato di P.S., consistita in acquisizioni documentali, escussione di numerosi testi, indagini telefoniche e telematiche, nonché perquisizioni informatiche, consentiva di raccogliere elementi comprovanti la condotta delittuosa dei predetti indagati. Nello specifico si accertava che alcune cartelle digitali relative al bando di gara in possesso all’Amet erano a firma di una dipendente della Terranova Più, ossia di E. C., quale autrice di quei files.
L’analisi delle svariate mail trasmesse e ricevute da Ivo Moretto, responsabile del procedimento dell’Amet s.p.a., relative al bando in questione ed il consulente tecnico Nicola De Fano, incaricato dall'Amet s.p.a. della redazione del bando di gara e del relativo capitolato tecnico, evidenziava assidui e continui contatti, a dimostrazione dell’esistenza di uno stretto rapporto di “collaborazione” tra, da un lato, Moretto Ivo, unitamente al consulente tecnico De Fano Nicola (incaricato di redigere il bando di gara e il capitolato tecnico relativo all’appalto per la fornitura e l’avviamento in esercizio del sistema informativo delle attività tecniche e commerciali per la distribuzione e la vendita di energia elettrica), e, dall’altro, due ingegneri della “Terranova" s.r.l., società interessata a partecipare alla gara, ovvero D.C.C. e, in particolare, il Vannucci Massimo.
Le risultanze investigative infatti evidenziavano come il testo del bando di gara e il relativo capitolato speciale dell’appalto, anziché essere predisposti da De Fano Nicola nell’esclusivo interesse della società Amet s.p.a. committente, venivano invece predisposti, con la connivenza di Moretto Ivo, nell’interesse di Vannucci Massimo e così della Terranova s.r.l., dalla quale acquisiva i files che utilizzava per l’espletamento dell’incarico affidatogli dall’Amet s.p.a. e che questa a sua volta poneva a base della gara che avrebbe successivamente indetto.
Inoltre, a seguito della perquisizione e sequestro operati dal Commissariato di P.S. di Trani in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bari, nei confronti di De Fano Nicola, presso gli uffici di De Fano Nicola ubicati alla “Integra” s.r.l. di Bari, si rinvenivano alcuni files relativi a rapporti pregressi, a far tempo da settembre 2010, tra Moretto e Vannucci, aventi ad oggetto “Offerta Retienergia”, a riprova non solo dei rapporti pregressi tra i due indagati ma anche dell’unico argomento di interesse comune: offerta di un programma software denominato “Offerta Retienergia”.
Una condotta collusiva tra Moretto, De Fano, Vannucci, dimostrata anche dai numerosi contatti telefonici intercorsi tra i tre, diretta all’impiego di mezzi fraudolenti, in dispregio della libera concorrenza imprenditoriale sul mercato della fornitura dei servizi informatici alle grandi aziende territoriali di rilevanza pubblica e diretta a stabilire il contenuto del bando di gara da indirsi da parte dell’Amet, al fine di condizionare, a vantaggio della Terranova s.r.l. le modalità di scelta del contraente da parte della Amet s.p.a.
Creando di talché una evidente ed illecita situazione di vantaggio in favore della Terranova s.r.l., a danno dell’interesse dalla pubblica amministrazione, in violazione delle più elementari regole di “par condicio” e trasparenza nella predisposizione della procedura di indizione della gara pubblica, causando all’amministrazione (ossia, alla collettività) non trascurabili danni.
Ricorrendo il grave quadro indiziario nei confronti di Moretto Ivo, De Fano Nicola e Vannucci Massimo, per aver concorso nel reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353 bis c.p.) il G.I.P. del Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura della Repubblica, emetteva, come già detto, misura cautelare coercitiva della custodia cautelare in regime degli arresti domiciliari, eseguita quest’oggi.
