Da sempre il Centrosinistra tranese ritiene che sia compito fondamentale di un’amministrazione la promozione delle iniziative culturali locali, ossia dei progetti presentati da associazioni, privati e imprenditori che hanno voglia di fare qualcosa. Questo abbiamo ribadito nel nostro recente intervento e tuttavia il consigliere Di Pinto ha sentito il bisogno di correre in difesa di altri, rispondendo alle nostre osservazioni con toni risentiti che davvero non comprendiamo.
Conosceva già il nostro punto di vista e probabilmente la pensava così anche lui quando sosteneva il centrosinistra: se ha cambiato idea però non può pretendere che lo facciano anche gli altri.
E’ curioso invece il tono saccente con cui svilisce quegli operatori culturali che cercano un contributo perché «da soli non ce la fanno» (non avere risorse è evidentemente una colpa).
Ed è quasi divertente la posa censoria di chi biasima quanti vorrebbero essere pagati per la realizzazione di un progetto.
Il senso del suo intervento sembra essere: «I progetti li decidiamo noi... ma potete venire a lavorare per noi, gratis».
Prendiamo atto di questa nuova filosofia e siamo certi che, per coerenza, Di Pinto non percepisca un soldo per il lavoro che svolge per il Comune.
Di Pinto invece fa bene a preoccuparsi delle clientele e specialmente di quelle che si fondano sul «dar da campare» ai tranesi.
Siamo certi che, animato da tale spirito di trasparenza, si attiverà per chiarire con quali criteri siano stati finanziati e scelti i progetti da realizzare e, magari, per inciso, anche i criteri con cui il Comune “dà da mangiare” occasionalmente a pochissime famiglie.
Noi dal canto nostro possiamo solo dire che, se amministrassimo la città, stanzieremmo nel bilancio preventivo (quello che invece il centrodestra approva alla fine dell’anno) delle somme per le iniziative culturali dei cittadini e le attribuiremmo previa pubblicazione di un bando aperto a tutti.
E’ confermato il dato di fondo insomma: l’Amministrazione finanzia grandi iniziative (con molta Trani dentro, per carità) e non ha tempo e soldi da perdere per chi - a titolo meramente esemplificativo - vuole organizzare un dibattito con scrittori di levatura nazionale, promuovere il teatro amatoriale locale, organizzare un concerto o un festival musicale.
Di Pinto sa bene che non possiamo fornire i nomi di quanti lamentano una situazione di disagio per ragioni di discrezione e di rispetto della privacy; non sappiamo come la pensi lui, ma secondo noi i partiti si occupano di scelte politiche e non sono agenzie di collocamento.
Stia certo tuttavia che se incontreremo qualcuno di loro potremmo consolarli annunciando che hanno conquistato una grande opportunità: rinunciare ai loro progetti e collaborare, in veste di volontari, all’organizzazione dei progetti “approvati” dall’Amministrazione.
Partito Democratico di Trani - Il segretario (Maurizio Di Palma)
