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Trani fra ordinanze e rimembranze. Schiralli: «La cattedrale, la Soprintendenza e quel precedente di vent'anni fa»

Fa bene la Soprintendenza ad occuparsi della tutela della Cattedrale di Trani, la “regina delle cattedrali di Puglia”. Fa bene a denunciare il danno al sagrato provocato, dopo le cerimonie nuziali dal lancio dei coriandoli. Ma poi non succede come vent’anni fa che le denunce finiscono puntualmente nel cosiddetto dimenticatoio?

Si perché, esattamente venti anni fa (correva il 1993) gli “ingenui” componenti del comitato per le celebrazioni del IX centenario del “transito” del Santo Patrono, cadenti l’anno successivo, nel  1994, orgogliosi di tale incarico conferito loro dall’autorità religiosa e civile, tutto ad un tratto si trovarono “soli e accerchiati” dai   tutori dell’ordine in esecuzione di una denuncia della Soprintendenza che, a sua volta, aveva accolto  un esposto di un rappresentante  del clero forse,  come si disse, offeso per  non essere stato coinvolto nei festeggiamenti.

“Niente fuochi artificiali oltre un certo grado di rumore (ci venga perdonato la scarsa conoscenza dei termini). Minano la stabilità della Cattedrale”.

Di fronte all’imminente pericolo di crollo, quelli del Comitato  (chi scrive ne faceva parte) “garibaldinamente”  obbedirono, anche se le scuole di pensiero in fatto di fisica mettevano in dubbio che lo spostamento d’aria provocato dai fuochi, esplosi alla punta del molo San Nicola potessero avere incidenza tale da “minare la stabilità del monumento”.  Meglio salvaguardare il monumento simbolo della città nonché dell’arte romanico-pugliese ed evitatre un processo penale che  prendersi i fischi della comunità tranese che  ai fuochi per devozione ci teneva e ci tiene tantissimo.

E così, controllate a vista dagli agenti, quelle feste patronali del 1993 furono in…sordina. I tutori dell’ordine, nell’adempimento del  proprio dovere,  non solo imposero e verificarono la riduzione del calibro dei mortai (fu obbligatoria la certificazione di un tecnico che firmò sotto la propria responsabilità), ma presenziarono per tutta la durata dei fuochi che non fecero sentire i tradizionali  bum bum, ma i più soft  “pluf pluf”. E giù salve di fischi (ebbero più risonanza dei botti stessi) nei confronti del comitato.

Successe poi che  l’anno successivo quell’esponente del clero forse si pentì e da allora i “botti” hanno ripreso il tradizionale vigore, come veri e propri bombardamenti a tappeto, secondo chi ha memoria della guerra. Nessuno ne parla più e la cattedrale è ancora in piedi a far bella mostra di sé.

Ecco che viene da chiedersi: ma come mai le “sparate” della Soprintendenza, più che giustificate e documentate, durano l’arco di un mattino? Come mai la Soprintendenza non vede invece gli scempi a danno di monumenti prestigiosi  di Trani perpetrati sotto gli occhi di tutti grazie all’egida del dio denaro? Invitiamo chi di dovere a percorrere via Ognissanti o la banchina del porto e a verificare che tutto in regola, certamente, non lo è. Ma  gli scempi non si riducono a questi due luoghi.

Riportiamo una  dichiarazione (maggio 2011) della dott.ssa Daniela Tansella della Soprintendenza archeologica di Bari,  ripresa dagli organi di stampa anche nazionali: “La situazione del territorio di Trani, bellissima e incantevole cittadina, ricca di numerosi e importanti edifici storici-monumentali, è davvero disarmante/.../Manca la sensibilità verso il recupero e la conoscenza della storia e del passato nell'ambito del territorio”.

Parole, queste, come macigni nei confronti di quella  certa classe politica tranese  che si vantava di aver cambiato il volto della città e di aver lasciato un'orma indelebile nella storia di Trani.

Ripetiamo: bene  ha fatto la Soprintendenza a denunciare e altrettanto bene ha fatto l’attuale Sindaco “Gigi” Riserbato ad intervenire  con la sua ordinanza. Ma saranno durevoli nel tempo? O fra vent’anni qualcun altro si troverà a ricordare  questi episodi?

Mario Schiralli

Giornalista, già Direttore della Biblioteca Com.le “Bovio”,  autore di una quindicina di libri sulla storia e l’arte di Trani


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