«Abbiamo salvato ben 232 imprenditori dai contratti capestro delle banche. Chiedevano mutui, ma poi si chiedeva loro di firmare contratti assicurativi. “Sono una formalità”, assicuravano gli istituti ai loro clienti, ed invece erano delle prove vere e proprie clausole capestro di fronte alle quali, pur di ottenere il prestito necessario, si finiva per firmare. E, così, oltre alla quota capitale ed agli interessi, si finiva per pagare una terza sorte, a nostro avviso non dovuta».
Così uno scatenato Carlo Maria Capristo, procuratore di Trani, apprendo con uno scoppiettante intervento i lavori del convegno nazionale su «Prevenzione e contrasto ai crimini finanziari. Riflessi sui processi produttivi ed economici», celebratosi ieri, al Museo diocesano di Trani, a cura di Comune di Trani, Sindacato italiano appartenenti polizia, Associazione nazionale funzionari di polizia, Ordine degli avvocati e Camera penale di Trani.
La Procura di Trani è, da sempre in prima linea nel contrasto di questi fenomeni, tanto che Capristo ha ricordato anche l’inchiesta intorno alle “revolving card”, che, proprio grazie alla pressione dei magistrati di Trani, sono state modificate ed attenuate dopo avere visto alcuni istituti praticare interessi al limite dell’usura sugli ignari utenti. «È un terreno di scottante attualità – ha riassunto Capristo -, ma che richiede un potenziamento di norme, in prospettiva del quale auspichiamo un adeguato intervento legislativo di sostegno».
La risposta alle legittime osservazioni del capo della Procura di Trani è arrivata, in video conferenza, dal senatore Filippo Bubbico, vice ministro dell'Interno, che ha riconosciuto il fatto che «questi fenomeni - ha detto - vanno affrontati su scala globale. Il grande lavoro della Procura della Repubblica da una parte e della Corte dei conti dall'altra, nonché delle forze dell'ordine da loro deputate alle indagini, merita effettivamente nuove regole e strumenti per il quale il governo ha il dovere di impegnarsi. Ma è prioritaria – aggiunge Bubbico - una politica di rilancio dell'economia che induca tutte le parti in causa ad un uso sempre minore di strumenti a rischio, forieri di crimine finanziario».
Gli ha fatto eco in sala l'onorevole Francesco Boccia, riconoscendo, peraltro, «che i buchi del sistema italiano sono figli della trasformazione del mondo e delle asimmetrie fiscali dell'Europa. Non si può colpire un commerciante, che evade per disperazione, più di una grande organizzazione finanziaria che elude perché sfrutta le asimmetrie fiscali».
Raffaele Squitieri, procuratore aggiunto della Corte dei conti, dal canto suo ha espresso l’auspicio «che la magistratura contabile si interfacci meglio con tutti i soggetti in causa, perché si dia vita a pratiche meglio rispettose della legge, senza la necessità di giungere poi all'intervento della magistratura penale».
Dalle relazioni sui crimini finanziari, al richiamo all’inchiesta più clamorosa che la Procura di Trani ha in corso, quella sulle agenzie, il passo è stato breve. Nella tavola rotonda seguita al convegno, infatti, il pubblico ministero titolare di quell’indagine, Michele Ruggiero, ha posto in risalto «quanto oggi nei mercati il valore delle informazioni sia superiore a quello delle finanze. Essere informati prima è decisivo per orientare i mercati, ed infatti nostra inchiesta si fonda proprio su questo principio: se qualcuno ci dice che l'Italia non è affidabile, ma ha costruito questa’affermazione su informazioni non verificate e diffuse in tempi non corretti, determina un grave danno per gli investitori e per il paese».
Un'impostazione che Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap, tranese, ha condiviso in toto: «È dalla fiducia verso le istituzioni che dobbiamo ripartire – ha detto - l'attività istituzionale della Procura di Trani e della polizia giudiziaria, come quella delle specialità della Polizia di Stato in terra di Puglia sono, a nostro avviso, un esempio in questo senso».
Ed il sindaco, Gigi Riserbato, dicendosi «orgoglioso del fatto che si sia scelta Trani per questo convegno nazionale, confermando e rafforzandone la vocazione turistica anche in chiave congressuale», ha ufficialmente invitato a Trani il vice ministro Bubbico, parlandogli in video conferenza, ed insieme con lui il ministro Alfano, «possibilmente per una festa della Polizia di Stato che potremmo valutare, insieme, di realizzare proprio qui, in piazza Duomo, quindi nello scenario migliore possibile».
