È passata da Trani la prima tappa del Giro d'Italia femminile, da Giovinazzo a Margherita. Particolare delicatezza assumeva il rispetto dell'ordinanza per mantenere le strade libere da auto in sosta e, successivamente in circolazione. Sul tracciato, la situazione è parsa tranquilla: solo una decina di auto parcheggiate, tutte multate, e carro attrezzi al lavoro per le rimozioni, soprattutto all’altezza della chiesa di Sant’Antonio.
Disagi, però, in tutte le vie laterali. In via Tasselgardo si è registrata una lunga coda di auto, e chiunque chiedeva come fare per passare dall’altra parte. Letteralmente massacrato di parolacce un ausiliare del traffico e della sosta, cui va la nostra solidarietà, chiamato a dare manforte: la maggior parte dei contestatori non sembravano tranesi. Tutti lamentavano la presunta, scarsa informazione.
Strano, però. Noi e tutte le testate giornalistiche abbiamo abbondantemente diffuso la notizia del passaggio del Giro rosa e della relativa ordinanza sindacale, anche oggi. Sul web si legge e si commenta di tutto, ma poi le notizie importanti, e di servizio, non se le fila nessuno: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
A prescindere delle polemiche, organizzazione inappuntabile del servizio stradale, coordinata dal capitano della Polizia locale, Domenico Miccoli, insieme con il pari grado Michele Ruggiero, com’era stato per il Giro maschile. Ma le cicliste, evidentemente, non interessavano proprio a nessuno e, così, mentre il 9 maggio era stata una festa, oggi è stato un fastidio.
Purtroppo, dal punto di vista sportivo, si è registrata una caduta alla curva da corso Imbriani a corso Vittorio Emanuele: alcune cicliste sono andate lunghe senza cadere, una è finita per terra ma s’è subito rialzata. S’è perso tempo per rimetterle in sesto la bici, ma l’atleta era a posto e, subito dopo, fra gli applausi s'è lanciata, solitaria, all'inseguimento del gruppo.
(si ringraziano per la collaborazione Nicola Caputo, Peppe Martiradonna e Gabriele Pace)
