Ancora impianti pubblicitari abusivi installati in via Falcone, angolo via Pozzo piano. Si tratta ancora di 6x3, segnalati nella tarda mattinata e sui quali adesso il Commissariato di pubblica sicurezza è intervenuto, ancora una volta, bloccando l'esecuzione dei lavori e sanzionando i responsabili.
A quanto s'è appreso, gli operai stavano montando le lastre d'affissione su un impianto già sanzionato, e sul quale vigeva la ferrea intimazione di sospensione dei lavori. Pertanto, si sarebbe palesemente contravvenuto ad un provvedimento dell'autorità di polizia, con tutte le ultieriori conseguenze che tale profilo potrebbe determinare.
La pattuglia ha potuto verificare che gli stessi non erano in possesso di alcuna autorizzazione alla predetta installazione, né all’apertura del relativo cantiere, perché mai ottenute dagli Uffici Comunali preposti. Pertanto, dopo aver individuato i responsabili della ditta, con sede in Trani, per cui gli stessi lavoravano, si è proceduto ad elevare nei loro confronti le seguenti contestazioni: 1. violazione stabilita dall’art. 23 comma 11 del Codice della Strada, che prevede il pagamento di una somma da euro 419,00 a 1.682,00; 2. violazione stabilita dall’art. 21 comma 4 del Codice della Strada, che prevede il pagamento di una somma da euro 841,00 a 3.366,00.
È stata anche intimata l’immediata rimozione dei pannelli già apposti, che è avvenuta subito dopo sotto il controllo degli stessi agenti.
Come stabilito dal comma 13 dell’art. 23 del C.d.S., questo Commissariato provvederà ad informare il Sindaco di Trani al fine di diffidare gli autori delle violazioni a rimuovere i mezzi pubblicitari a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto.
Il Commissariato, così come già avvenuto nei mesi passati, procederà prossimamente alla verifica di legittimità di ulteriori cartelloni ed insegne pubblicitari, ed auspica una sempre più fattiva collaborazione dei cittadini con le Forze di Polizia al fine di prevenire questo dilagante fenomeno.
Tutto questo proprio mentre in consiglio comunale, almeno nei preliminari, si discuteva del problema ed un consigliere, Raimondo Lima, definiva testualmente «delinquenti» i responsabili di queste installazioni non autorizzate.
