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Ospedale di Trani, centrosinistra unito chiede incontro con vertici regionali e aziendali: «Day surgery o nessun trasferimento»

Il piano regionale di riordino della sanità prevede per l’ospedale tranese “San Nicola Pellegrino” cambiamenti strutturali severi e radicali con la previsione della sua totale riconversione in una struttura territoriale.
Questo progetto è la conseguenza di una serie di decisioni avviate da tutte le precedenti amministrazioni regionali che hanno progressivamente stravolto la capacità assistenziale dell’ospedale di Trani.
Nonostante i numerosi tentativi messi in campo dalle forze politiche per modificare i piani di riordino la Direzione Generale della ASL BAT, adeguandosi alle linee guida ministeriali, ha varato un piano che prevede il potenziamento e/o la costruzione di pochi grandi ospedali sul territorio provinciale e la chiusura di numerose unità operative negli ospedali minori come quello di Trani.
In un momento delicato come quello attuale è necessario prescindere dai campanilismi e dalle strumentalizzazioni politiche ed accettare, obtorto collo, la necessità di una ristrutturazione della sanità che ne limiti gli sprechi e ne migliori la fruibilità nella considerazione che l’assistenza sanitaria non può e non deve essere limitata ed identificata con l’assistenza ospedaliera e nella speranza che una buona assistenza territoriale possa essere non solo più utile ma anche ”più produttiva“ di un ospedale ridotto ai minimi termini ed in continuo affanno.
Siamo però costretti a sottolineare una attuazione a doppia velocità del programma illustrato dalla Dirigenza ASL con accelerazione delle fasi di chiusura e ridimensionamento e rallentamento delle aperture e potenziamento.
Al fine di evitare squilibri pericolosi ed invalidanti per la sanità tranese, facendo riferimento alla proposta presentata ed accettata dall’assessore alla sanità, chiediamo:
1. L’attuazione completa ed esaustiva del programma prevedendo una dotazione organica e strumentale degli ambulatori tale da renderli fruibili per 12 ore al giorno;
2. La centralità delle strutture tranesi nelle attività ambulatoriali di ASL con limitazione della recettività degli ambulatori ospedalieri (leggi Barletta, Bisceglie, Andria) al 50 % delle richieste, privilegiando così le attività previste in regime di degenza con conseguente riduzione dei tempi di ricovero ordinario;
3. La cancellazione dei trasferimenti e delle sostituzioni del personale medico e paramedico operata negli ultimi mesi con ripristino della dotazione organica alla data del 31/10/2012;
4. La permanenza presso l’ospedale di Trani di uffici amministrativi funzionalmente essenziali;
5. L’attivazione immediata di un Day Surgery polispecialistico che possa soddisfare le necessità della utenza tranese; per il raggiungimento di tale obiettivo è necessaria la riapertura di sale operatorie adeguatamente dotate dal punto di vista organico e strumentale.
Fin quando tali servizi non saranno attivati i reparti di Rianimazione ed Ematologia non dovranno essere assolutamente trasferiti;
6. La partecipazione dei referenti di ciascuna U.O. alle varie fasi di programmazione ed attuazione della riconversione al fine di evitare disagi o incongruenze (vedi la coesistenza di alcuni uffici del Centro Riabilitativo con il 118).
Il rispetto delle nostre richieste dovrà essere garantito da un tavolo tecnico-politico che preveda la nostra partecipazione affinché il piano di riordino ospedaliero sia rispettato puntualmente ed assolva alla sua precipua funzione ossia quella di salvaguardare la salute dei nostri concittadini.
Inoltre, per meglio espletare la nostra proposta
chiediamo
l’incontro di una delegazione delle forze politiche tranesi con i vertici regionali ed aziendali al fine di concordare la riconversione del San Nicola Pellegrino in una struttura mista che tenga conto delle proposte sino ad ora avanzate (vedi allegato) e che soddisfi le necessità assistenziali del territorio.
Tale incontro potrebbe mettere fine alle tensioni sociali che serpeggiano fra i cittadini tranesi, eviterebbe che il prolungarsi dello scontro comporti un ulteriore peggioramento della capacità assistenziale del Presidio Ospedaliero di Trani, eviterebbe la massiva fuga di personale e la conseguente distrazione di risorse economiche e strumentali a vantaggio di altre strutture della BAT e permetterebbe di ottenere quella ristrutturazione dignitosa, funzionale, utile e prospettica che il nostro ospedale e tutti gli operatori sanitari meritano.

Trani, 10 luglio 2013

Partito Democratico
Maurizio Di Palma

Unione di Centro
Nicholas Modugno
Eleonora Vitale

Sinistra Ecologia e Libertà
Antonio Mazzilli

Verdi
Michele Di Gregorio

Partito Socialista Italiano
Emanuele Calabrese

Uniti per Ferrante
Vincenzo de Simola

Trani Futura
Massimiliano Gentile

Uil Funzione Pubblica
Vincenzo Cognetti

 


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