«Alla faccia dei tanti studenti universitari pendolari tranesi iscritti all'Università Pubblica degli Studi di Bari, ho appreso da una delibera di giunta che un'Università telematica privata con la quale il Comune ha recentemente stipulato una convenzione, utilizzerà la Biblioteca Comunale Giovanni Bovio come sede d'esame».
La denuncia è stata effettuata quest'oggi sul contatto facebook del consigliere Raimondo Lima che prosegue: «Mi riservo di approfondire ulteriormente la questione e di chiedere che il Comune incassi un equo e lauto compenso per l'utilizzo dei locali (in particolare la sala Benedetto Ronchi) e non si limiti al mero rimborso forfettario annuale di euro 1.000 (come si evince dallo schema di convenzione). Se si considera che l'affitto per un convegno della durata di un giorno nella Sala Benedetto Ronchi è pari a euro 250,00, mi sembra letteralmente riduttiva la cifra di euro 1.000 per i "90 giorni annui" richiesti e previsti nello schema di convenzione».
Sulla delibera n. 149 del 27 giugno, in pubblicazione dal 4 luglio, Lima rincara la dose: «Se proprio dobbiamo destinare degli immobili comunali a "sede d'esame", chiederò all'amministrazione (assessorato alla cultura ) di stipulare, se possibile, un accordo con l'Uniba: sono certo che la stragrande maggioranza di universitari pendolari tranesi ne gioverebbe. Sia chiaro, non metto in discussione la suddetta Università telematica, nè tantomeno i "due corsi l'anno qualificanti" e le attività di carattere culturale, didattico, formative destinati come "contropartita" agli studenti delle scuole superiori tranesi, ma non mi sembra sia un uso corretto dell'immobile».
L'art.2 del regolamento per la concessione in uso temporaneo di immobili del comune di Trani, citato da Lima, prevede l'assenza di fini di lucro e la democraticità della struttura. «Non sono per l'Università privata - chiosa il consigliere - ma ricordo che un'altra Univesità non pubblica, recentemente sbarcata in Via Andria, almeno paga il fitto per una struttura privata!».
