Sono passati ben trentasei anni da quando, il 17 luglio 1977, nel carcere di Trani, quattro detenuti presero in ostaggio undici agenti di polizia penitenziaria minacciandone la morte se non avessero ottenuto il trasferimento ad altra struttura penitenziaria. Con coltelli rudimentali, infatti, riuscirono ad arrivare alla vecchia matricola con i sequestrati e, da qual momento furono ore drammatiche.
«Ricordo che intervenne l'allora procuratore della Repubblica – dichiara il segretario generale nazionale del Cosp, Domenico Mastrulli -, con tutte le forze dell'ordine all'epoca presenti sul territorio ed il battaglione mobile dei carabinieri proveniente da Bari. Il procuratore, però riuscì a trattare con i sequestratori e, dopo varie insistenze e quasi una giornata di trattative, questi liberarono gli ostaggi».
I detenuti furono tutti condannati a pene severe e trasferiti, ma non dove volevano: furono destinati, infatti, alle carceri di massima sicurezza ubicate sulle isole di Pianosa ed Asinara. Anche Trani, dopo quell’evento, lo divenne sotto l’egida del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Nel frattempo, proprio a proposito del nuovo sindacato di Polizia penitenziaria, Mastrulli fa sapere che il congresso nazionale del Cosp, in programma il prossimo 13 agosto, si terrà a Trani: «Sarà un evento importante che darà lustro alla nostra nuova sigla ed alla città», è il suo commento.
