Avevano interessato del caso, fra gli altri, anche la Procura della Repubblica, perché valutasse i profili di eventuale rilevanza penale relativi al caso. Invece, adesso, sono proprio loro gli indagati per le accuse di concorso in calunnia, ingiuria e diffamazione ai danni del sindaco di Trani. Si tratta del responsabile della Centro elaborazione dati del Comune, Giuseppe Lorusso, e del segretario regionale della Fiadel, Michele Giuliano.
La vicenda ci lega ai fatti del 26 aprile 2013, quando due dipendenti della Provincia di Barletta Andria Trani richiedevano l'accesso al sistema informatico comunale su mandato del primo cittadino. Lorusso rispondeva loro che sarebbe stato possibile solo a condizione che si identificassero, e che notificasse loro il vigente regolamento dei sistemi informativi. I due dipendenti, a quel punto, scelsero di non proseguire con quanto previsto e di allontanarsi per tornare a parlare con il sindaco.
Secondo quanto avrebbe rilevato il titolare dell'indagine, Giuseppe Maralfa, nella nota Lorusso e Giuliano avrebbero asserito circostanze dimostratesi non rispondenti al vero. A loro volta, però, i due indagati (che adesso hanno venti giorni per depositare note difensive, chiedere l'interrogatorio od il supplemento di indagini) si dicono certi di dimostrare con dati oggettivi la legittimità delle posizioni espresse.
