Anche gli uffici giudiziari hanno dovuto mettere nero su bianco e dare corpo ad una regola che pareva ben consolidata, quantunque non scritta: in tribunale si entra solo con un abbigliamento consono.
Infatti, il presidente, Filippo Bortone, ed il procuratore, Carlo Maria Capristo, hanno fatto affiggere nei palazzi di Trani in cui si amministra la giustizia un avviso che reca tre divieti. Il primo dice «no» all’ingresso con abbigliamento non consono al decoro della sede giudiziaria: pantaloni corti; bermuda; canottiere; qualsiasi capo di abbigliamento troppo vistoso. Il secondo vieta l'ingresso ai minori di 16 anni, il terzo agli animali.
Evidentemente, negli ultimi tempi, devono essersi verificati episodi che hanno indotto i capi dei due uffici a chiarire per iscritto le norme che regolamentano l'accesso al palazzo di giustizia. Fenomeni probabili soprattutto in occasioni di udienze, traduzioni di detenuti, circostanze che, in ogni caso, abbiano favorito sia pur fugaci momenti di contatto con familiari poco avvezzi a frequentare quegli ambienti e ad operare, dunque, una riflessione su quello che si indossa o su chi ci porta con sé.
Da oggi, dunque, si volta definitivamente pagina nel solco dell'ordinanza già disposta un anno fa, per quanto riguarda il palazzo di città, dal sindaco Gigi Riserbato.
