Ieri sera il Giullare ha accompagnato sul palco un nuovo compagno di strada, l’inviato speciale di «Avvenire» Pino Ciociola, che ha acceso i fari dell’anteprima con un talk, in cui ha intervistato cinque fra operatrici e ragazze con diversa abilità, su alcune tematiche a sfondo sociale, situazioni in cui la dignità e la parità tra le persone vengono annullate dall’incuria e dalla mancanza di cultura o al contrario, in cui esperienze d’eccellenza meritano di essere portate a conoscenza dei lettori.
Il secondo spettacolo in concorso è stato affidato alla regia dell’equipe della «Comunità degli animatori salesiani», di Lecce. Hanno portato in scena «La gabbianella e il gatto», storia ispirata al romanzo pubblicato nel 1996 da Luis Sepùlveda. Kenga (la gabbiana) resta impigliata in una macchia di petrolio in mare, per un soffio riesce a districarsi da questa ragnatela melmosa e spicca con fatica il suo ultimo volo. Incontra il gatto Zorba al quale affida l’uovo appena deposto e riesce a strappargli la promessa di non mangiare l’uovo. Zorba si prenderà cura della piccola gabbianella e dovrà riuscire nell’intento più arduo: insegnarle a volare.
Questa sera, alle 20.30, va in scena la terza opera in gara, «Finta di niente», messa in scena dal «Centro studi ricerche sulle realtà meridionali», di Potenza. L’anteprima sarà «Pinocchio forever, con amore», cortometraggio dall’associazione «Comunità e disabile», di Minervino Murge».
