Nella chiesa di San Nicolino, in via Prologo è finalmente fruibile il quadro devozionale di Saverio Musacco, opportunamente restaurato, sulla vita di San Nicola Pellegrino. Intorno a quest'opera, Giovanni Bruno ha realizzato una pubblicazione che ne illustre tutte le caratteristiche.
Il titolo dell'opera è «San Nicola in gloria e scene della sua vita». Si tratta di una terracotta policroma del 1894, della dimensione di 75 per 85 centimetri, con formelle quadrate tutte da 11 centimetri per 11. A realizzarla, come dicevamo, il maestro Saverio Musacco, la cui opera, adesso, grazie ad un felice restauro, è stata collocata nella chiesa in cui San Nicola Pellegrino si racconta che morì.
Bruno, nella sua breve opera, pone in risalto innanzi tutto la figura della donatrice, la signora Savina Di Leo, «fine educatrice cattolica per tantissime generazioni presso la Chiesa del Conservatorio prima ed in Sant'Agostino poi, e che volle tenacemente destinare l'opera alla esposizione permanente». Ed ancora, «gli elementari insegnamenti sulla vita del nostro Santo Patrono, che il quadro aveva fornito attraverso le semplici descrizioni di quel ciabattino – mastro Vituccio - nella sua casa bottega posta in un basso di via Pedaggio Santa Chiara al civico numero 11. Le spiegazioni scrupolosamente fornite dall'artigiano - scrive Bruno - a chiunque avesse mostrato curiosità verso il piccolo tesoro che custodiva, costituiscono un ricordo impresso in tanti che, oggi adulti, furono allora bambini. L’opera, realizzata in terracotta dallo scalpellino tranese Saverio Musacco, per il grande effetto narrativo reso attraverso la realizzazione di minutissimi particolari, sorprende nella sua semplicità e ci insegna che il lavoro di modesti artigiani può contenere una valida espressione artistica».
Vediamo, più nel dettaglio, le scene della vita di San Nicola rappresentate in quest'opera. Il nostro Patrono viene raffigurato innanzi tutto, nella natia Stiri, mentre pascola le pecore da cui è circondato. Poi si ritira nella selva, dove si costruisce una capanna. Creduto pazzo, viene affidato per la guarigione ai monaci del cenobio di San Luca e, in seguito, fatto incatenare.
Un angelo, apparso in sogno a Giorgio, fratello di Nicola, conduce i due in volo sul monte Oraco. Come narra l’agiografia, San Nicola viene poi fatto legare e scaraventare in mare dai monaci, ma subito viene aiutato da un delfino e condotto a riva sano e salvo.
A Nicola viene imposto di cavalcare un cavallo imbizzarrito, che, subito, improvvisamente si ammansisce. Creduto pazzo anche dalla madre, San Nicola viene fatto percuotere.
Una nuova visione di un angelo in volo mostra al Santo la premonizione del suo patrocinio sulla città di Trani, simbolicamente rappresentata dalla Cattedrale. San Nicola giunge dopo svariate peregrinazioni a Trani e subito, al canto del Kyrie Eleison, raduna al suo seguito frotte di bambini. Stanco ed esausto, viene ospitato nella casa di tale Sabino, in una stalla, dove Nicola chiede dell’acqua che viene attinta dal pozzo.
La fama di santità di Nicola si diffonde mentre raduna presso di sé piccoli adulti. Il santo, però, alla fine giace agonizzante, stremato per le sofferenze subite durante il suo peregrinare. Il 2 giugno 1904 Nicola muore nella casa che l'ha ospitato: il corpo viene traslato in Cattedrale e, davanti alla statua di San Nicola, vengono accompagnati gli ammalati perché guariscano attraverso la sua intercessione.
L’opera di Giovanni Bruno è stata realizzata grazie al contributo di Pasquale Palone, per la ricerca dei dati anagrafici dei Musacco, della famiglia Musacco e della signora Nietta Catino. Inoltre, l’autore ringrazia Mons. Saverio Pellegrino, Don Mauro Sarni, Padre Pasquale Cormio e Rocco Mennea.
La pubblicazione è disponibile presso la chiesa di San Nicolino, a fronte di una libera offerta per i costi del restauro e perché la chiesetta resti aperta al culto ed alle visite.
