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Immobili del Comune di Trani: meno da alienare ma, sempre più, quelli occupati da abusivi

«Regolarizzare la posizione dell’occupante nucleo familiare con contratto di locazione, previa corresponsione di canone sociale». Questa la formula amministrativa per dire, in altre parole, che un immobile di proprietà del Comune di Trani è occupato da abusivi. La si trova, più volte, all'interno del Piano delle alienazioni immobiliari, che la giunta ha approvato nell'ambito del ventaglio dei provvedimenti collegati al bilancio di previsione da portarsi giovedì prossimo in consiglio comunale.

Ancora una volta, fra le pieghe di questo provvedimento, emergono situazioni, tuttora non risolte, relative a numerosi immobili occupati da persone che non ne hanno titolo. Fra gli altri, alcuni locali in piazza Marconi.

Un'altra situazione nella quale, invece, vi è una dichiarazione più esplicita è quella relativa per esempio ad un appartamento in via Papa Giovanni XXIII, nel quale è stata emanata ordinanza di sgombero per occupazione abusiva, da valorizzare nell'ambito dei servizi ed interventi programmati dal Piano di zona dei servizi sociali.

Ancora in alto mare le cinque unità immobiliari di largo Giacinto Francia, tutte occupate abusivamente e non accatastate: anche per queste serve un supplemento di istruttoria al fine di conferire loro una destinazione idonea, previo atto di indirizzo della giunta.

Lo stesso dicasi per un locale in via Don Nicola Ragno, oggetto anche di un provvedimento cautelare del Tribunale di Trani, per il quale servirà un supplemento di istruttoria per procedere ad una valorizzazione o, in alternativa, alienazione.

Non si fa riferimento, invece, ai crediti che il Comune vanta in alcuni dei suoi locali più prestigiosi, che risultano tutti concessi in locazione, o in uso, ai rispettivi conduttori. Si nota, invece, la volontà di ristrutturare per concessione in uso, ovvero in locazione, il monastero degli Agostiniani di piazza Gradenigo, già sede dell’ospedale civile «San Nicola Pellegrino» e successivamente della scuola media «Giovanni Bovio» fino al 1967. «Da quell’anno, fino ad oggi - si legge nel provvedimento -, l'immobile non ha avuto più alcuna destinazione. Recentemente la facciata ha subito una ristrutturazione, così come i locali al piano terra di via Alvarez, che sono stati adibiti a bagni pubblici. Per detto immobile (come è noto da tempo, ndr), insiste un contenzioso tra Asl Bt e Comune di Trani, agli atti del cui Ufficio patrimonio è acquisito un atto notarile del 5 settembre 1846, notaio Francesco Saverio Spezzaferri, dal quale si evince il titolo di proprietà del Comune di Trani».

L’intero ex macello comunale e le aree di pertinenza vengono indicate, invece, da vincolare a progetti di valorizzazione del territorio. Per questi la giunta non ha più in animo l'alienazione che, invece era stata al centro dei programmi politici del governo uscente. E vi resta confermata la previsione di realizzarvi il Comando provinciale dei carabinieri.

Totalmente in stand by, invece, la questione del terreno adiacente villa Guastamacchia, al centro di un contenzioso fra il Comune di Trani e gli eredi del signor Giovanni che donò l'immobile al Comune a condizione che vi si realizzasse una casa di riposo.

Volontà di alienazione con riferimento al terreno di pertinenza di villa Segettaro, dove hanno sede la sede tranese del Consiglio nazionale delle ricerche ed il Pineto. Si punta a vendere anche terreni in via Perrone Capano, via Falcone, via Valdemaro Vecchi.

Si cercano acquirenti, ancora una volta, per la pizzeria «Da Felice», in piazza Marinai d'Italia, nonché per terreni sulla strada provinciale Barletta-Corato, in via Papa Giovanni (nei pressi della ferrovia) ed altre particelle.


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