Alle pagine 26 e 27 del verbale di audizione del pentito camorrista Schiavone, svoltasi il 7 ottobre 1997 davanti ai delegati della Commissione bilaterale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, riportate al clamore mediatico di questi giorni per un’intervista rilasciata dal pentito, ad una domanda specifica del Presidente della commissione sui traffici di rifiuti in Puglia si legge testualmente: «So per esperienza che fino al 1997 la zona sud fino alle Puglie era tutta infestata da rifiuti tossici provenienti da tutta Europa».
Ad una richiesta di maggiore precisione sui luoghi interessati dallo smaltimento illegale dei rifiuti, così, inoltre dice: «A mia conoscenza personale, nel Salento ma sentivo parlare anche della Provincia di Bari e di Foggia».
Nel corso dell'audizione, il pentito più volte ribadisce che tutte le dichiarazioni sono state già verbalizzate nell'ambito delle indagini penali all'epoca in corso e dice anche di avere effettuato con le forze di Polizia anche sopralluoghi sui posti di cui parla.
Ebbene, di tale vicenda, quello che ci sorprende non è la tardività della desecretazione, circostanza in ogni caso molto importante, dovuta probabilmente al fatto che i fatti erano coperti dal segreto istruttorio delle indagini allora in corso, ma le reazioni con le quali tutti i rappresentanti istituzionali pugliesi intervenuti hanno accolto tali gravi e tristi dichiarazioni.
Infatti, costoro, almeno di quelli di cui conosciamo le dichiarazioni, si sono semplicemente limitati a richiedere l'intervento o di altre istituzioni o della magistratura. Ad esempio, l’onorevole del nostro territorio, Boccia, ha letteralmente auspicato l'apertura di un’indagine da parte della Dda per fare luce sulla vicenda. Altri parlamentari del nostro territorio non li abbiamo nemmeno sentiti, eppure nella famosa sesta provincia ci sono parlamentari di tutti gli schieramenti e, persino, del Movimento 5 stelle.
Per il nostro territorio, tali vicende di smaltimento illegale dei rifiuti sono particolarmente importanti, considerato che la stessa Procura tranese, negli anni ’90, aprì un’inchiesta, di cui si sono perse le tracce nel tempo, nonostante le nostre personali richieste fatte negli anni passati, sul fenomeno dell'occultamento nelle nostre campagne, piene di discariche esauste mai bonificate, di interi carichi di rifiuti provenienti da tutta Italia.
Ebbene, ai nostri parlamentari o portavoce, chiediamo che verifichino, avendone evidentemente ogni strumento utile, se le dichiarazioni del 1997 di Schiavone hanno avuto un qualsiasi seguito: se, cioè, sono state riscontrate con l’autorità giudiziaria, per verificare se effettivamente erano dichiarazioni già in possesso degli inquirenti. E, se ciò è stato, fatto quali sono i fatti accertati nel corso delle indagini o dei processi svoltisi. E, soprattutto, se, al netto di tutto questo, oggi è possibile riscontrare elementi di fatto che siano utili ad individuare i siti nel nostro territorio che possono essere stati luogo di deposito illegale di rifiuti.
Anche ad esempio richiamando, in una qualche commissione parlamentare, che dovrebbero, oggi più di allora, essere piene di ambientalisti e persone attente alle tematiche ambientali, lo stesso protagonista di quelle dichiarazioni di allora, magari, mostrando maggiore attenzione alle sue dichiarazioni.
Sempre in attesa che si proceda alla bonifica delle venti cave abbandonate nell'Alta Murgia e, soprattutto, delle sette cave abusive nell'agro tranese, come agli atti della relazione della Commissione parlamentare per le ecomafie del 2012.
Michele di Gregorio - Verdi Trani
