Le sette guardie giurate addette alla sorveglianza delle proprietà dell’Amiu, iscritte ed assistite dalla Cgil Filcams Bat , hanno proclamato nuovamente lo stato di agitazione, «non escludendo nessuna ulteriore iniziativa di protesta costruttiva, affinché si ponga fine – si legge in una nota - a questa situazione vergognosa e indegna, che ormai da un anno le affligge, sopratutto economicamente».
I vigilanti lamentano il fatto «che l’Amiu (committente) chiamata in causa per responsabilità del capitolato di gara, nonostante abbia fatto fare dal proprio consulente aziendale le verifiche delle buste paga delle guardie giurate, confermando tutte le inadempienze contrattuali, di fronte all'evidenza rimane indifferente».
Inoltre, la Filcams lamenta la presunta mancanza di sicurezza sul lavoro: «Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza non è stato avviato alla formazione obbligatoria cosi come sancito per legge, e presso la discarica non sono applicate misure di tutela e prevenzione derivanti dal rischio chimico o agenti biologici. La sorveglianza sanitaria effettuata è stata pressoché generica, limitata alla rilevazione della pressione sanguigna, frequenza cardiaca ed esame spirometrico. Inoltre, le postazioni di vigilanza non sono provviste di un adeguato sistema di allarme che utilizzi i ripetitori radio, così come in passato avveniva con gli istituti di vigilanza che hanno gestito l’appalto, ma si avvale di un dispositivo “push to talk” che utilizza il sistema Gsm, come un normale telefono cellulare, e che dunque in diversi punti non è supportato dalla copertura della rete necessaria per il suo corretto funzionamento».
In conclusione, «questi sono i risultati di un istituto di vigilanza che gareggia sotto prezzo e, come all'Amiu, le stesse problematiche si riproporranno al Comune di Trani, in quanto la Sicurcenter ha provvisoriamente vinto la gara per i beni comunali».
