La nascita di un bambino è un evento straordinario per una donna, che incide profondamente nella sua vita concreta, emotiva e relazionale. Il parto è un’esperienza individuale profonda, carica di emozioni e di una notevole componente di paura che richiede rassicurazioni.
Umanizzazione del parto significa dare ad ogni donna la possibilità di vivere l’esperienza della nascita del suo bambino secondo i valori e la cultura con cui è cresciuta, i suoi desideri, le sue aspettative, secondo la sua ricchezza e complessità. Importante è dunque, l’ambiente in cui il parto avviene, che trasmetta senso di sicurezza, tranquillità, soddisfazione della donna, al fine di influenzare la sua competenza a partorire, ad allattare il bambino, il suo benessere globale.
In questa ottica l’ASL-Bat aveva formalizzato il progetto di istituzione nella città di Trani della “Casa del parto”, intesa come una struttura, gestita da personale ostetrico, dove le donne, precedentemente selezionate da personale medico in base a parametri di sicurezza scientifici, ricevono un’assistenza demedicalizzata.
In funzione del parto e del puerperio, in linea con quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la “ Casa del parto” e’ così definita: “Un luogo in cui la donna possa vivere il parto, libera di scegliere tempi e modalità del travaglio a seconda delle sue esigenze e riappropriandosi del proprio corpo ”.
La casa del parto, un progetto ambizioso nato dall’idea della Direzione Generale Asl Bat, a settembre 2011. La casa del parto con un iter clinico-organizzativo-strutturale, conclusosi a giugno 2012. La casa del parto, sbandierata ancora una volta dall’assessore alle politiche della salute e dal direttore generale a maggio 2013 a Trani. La casa del parto ad oggi ? Silenzio assordante. La casa del parto, un sogno svanito o un ennesimo pasticcio burocratico amministrativo? La casa del parto, una delle inadempienze del piano di rifunzionalizzazione dell’Ospedale di Trani.
E il nostro Ospedale che fine ha fatto? Ad oggi un cantiere aperto, e questo dovrebbe deporre in maniera positiva; viene da pensare che allora tutto proceda nella maniera giusta.
Ma viene da domandarsi: la trasformazione in Ospedale territoriale è in atto?
Nulla è dato sapere, se non leggere che il nostro Ospedale (quello che rimane), è declassato a “plesso” dell’Ospedale di Bisceglie. Intanto lamentiamo un ulteriore trasferimento del reparto di Ematologia a Barletta e l’ulteriore riduzione dell’offerta clinica ai cittadini di Trani.
Prosegue l’accanimento terapeutico parallelo: Trani, “ riserva di caccia ” da anni, impoverito di strutture e risorse umane a favore di altri ospedali. Bisceglie, strutturalmente obsoleto, che continua ad essere mantenuto artificialmente in vita, nonostante evidenti segni di cedimento.
Il Circolo del Partito Democratico di Trani chiede risposte a tutti questi quesiti e ad altri importanti argomenti (liste d’attesa, sale operatorie, Day surgery, Pronto soccorso ecc.) ed esprime formale invito presso la nostra sede all’Assessore Regionale alle Politiche della Salute, Elena Gentile, ai Consiglieri Regionali del territorio Filippo Caracciolo, (in qualità di membro della Commissione Sanità), Ruggiero Mennea e Franco Pastore.
Il Segretario del P. D. di Trani - Nicola Amoruso
Il Consigliere Comunale del P. D. di Trani - Carlo Avantario
