Passano i giorni ed aumentano i timori per i sedici agenti precari della Polizia locale di Trani, fermi dal 1mo gennaio e che, ancora oggi, non conosco nulla di preciso sul loro destino. Una settimana fa la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per la cosiddetta «proroga finalizzata» del loro contratto di lavoro. Il «fine» è la progressiva stabilizzazione di queste unità lavorative all'interno della pianta organica di una Polizia locale paurosamente al di sotto della fabbisogno.
Come è noto, a Trani dovrebbero esserci, per legge, 111 agenti, ma, al momento, ne sono in servizio - comandante e capitani compresi - soltanto 28. La città fa sempre più fatica, i servizi minimi sono a stento assicurati, all’ingresso ed uscita da scuola non sempre è possibile garantire la presenza di un agente e, per fortuna, ci sono i «nonni vigili» che fanno il loro con altrettanta professionalità. Ma tale situazione di emergenza non può durare a lungo e, soprattutto a lungo non può durare l'attesa di notizie da parte degli interessati.
Ieri un gruppo di questi lavoratori ha cercato insistentemente notizie da una stanza all’altra del palazzo di città, soprattutto preso la cosiddetta «parte tecnica», cui la giunta ha demandato il compito di trovare la soluzione migliore. «In questo momento vogliamo una risposta soprattutto dal segretario generale, in quanto dirigente della nostra ripartizione - hanno fatto sapere gli agenti incontrando i cronisti -, sulla strada che intenda per correre e, soprattutto, sui tempi, perché, purtroppo, i giorni passano e risposte non arrivano».
In ogni caso, a quanto s’è appreso, l'assessore al ramo, Giuseppe Di Marzio, è tornato successivamente ad incontrare gli interessati, cercando di rassicurarli nuovamente sul fatto che una soluzione, alla fine, si troverà.
Nel frattempo, si avvicina una davvero inedita festa di San Sebastiano: fino a pochi anni fa, la Polizia locale potevamo dispiegare, il 20 gennaio, il meglio di sé in lungo e largo, ma questa volta, a quanto pare, il protettore dei vigili diventa, né più, né meno, nel vero senso della parola, il santo cui votarsi.
