Allo stato, l'unica certezza è in immettere in servizio i tre agenti di Polizia locale, a tempo determinato, in favore dei quali è intervenuta una sentenza di primo grado favorevole del Tribunale di Trani. Quella sentenza, rilasciata oltre un anno fa, il 27 novembre 2012, è stata appellata dal Comune di Trani, ma, intanto i tre agenti devono entrare in servizio in esecuzione di quanto disposto dal giudice.
È quanto emerge, in sostanza, da un parere rilasciato dall’avvocato Michele Capurso, responsabile dell’Ufficio legale di Trani, invitato dall’amministrazione ad esprimersi, dal punto di vista squisitamente legale, in merito alla spinosa questione dell'eventuale rinnovo del contratto di lavoro dei sedici agenti a tempo determinato della Polizia locale (precari da quasi dieci anni), il cui contratto, scaduto il 31 dicembre, non è stato né prorogato, né, tuttora, rinnovato a causa delle complicazioni sorte in merito alla progressiva stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.
Secondo l'avvocato del Comune, dunque, al momento soltanto tre agenti possono essere pressoché certi di tornare al lavoro ed essere, peraltro, stabilizzati come ordinato dal giudice. E la loro assunzione deve avvenire immediatamente, onde evitare ulteriori azioni legale da parte degli interessati. Per gli altri, invece, sarà compito dei dirigenti, nonché della stessa amministrazione, valutare la strada migliore da percorrere, quantunque lo scenario appaia effettivamente complesso. Una speranza si potrebbe intravedere per altri sei agenti che avevano, alla pari di quei tre, prodotto analoghi ricorsi giurisdizionali per ottenere il riconoscimento del posto di lavoro a tempo indeterminato: le loro istanze erano state respinte, ma, qualora i tre agenti da immettere in servizio dovessero beneficiare di una sentenza favorevole anche in appello, tale scenario potrebbe favorire anche i loro sei colleghi. Con loro, infatti, si potrebbero valutare eventuali conciliazioni, onde evitare ulteriori azioni legali che pongano il Comune nel rischio oggettivo di risarcire un ingente danno a quelle unità lavorative.
Nel migliore dei casi, peraltro, il beneficio riguarderebbe nove persone, ma per le altre sette le prospettive resterebbero difficili, quantunque diventi più agevole collocare sette unità lavorative, e non più sedici, in un piano triennale delle assunzioni.
Nel frattempo, a quanto si è appreso, la questione è sempre più strettamente affrontata dal segretario generale, Donato Susca, con la collaborazione di altri tecnici che insieme, valutino la migliore soluzione possibile, nel rispetto di un atto d’indirizzo della giunta mirato a non privarsi, in ogni caso, di tutti e sedici gli agenti.
