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Amarcord Trani, dieci anni fa moriva il bomber dei record (101 gol): Mimì Cosmano. Potrebbe sbloccarsi l'intitolazione dello stadio

All'età di 74 anni si spegneva in quel di Foggia, dopo una vita densa di successi ed una storia calcistica romantica, di quelle che siamo abituati ormai ad apprezzare grazie a Sfide o a qualche giornalista sportivo sfizioso e appassionato. Dieci anni fa, 20 gennaio 2004, partiva sull'ultimo treno della sua carriera Giacomo Cosmano portandosi nella valigia 254 presenze in biancazzurro e 101 reti.

Il bomber che ha fatto la storia con la sua "carica" di gol, un calciatore-operaio che si è distinto per il fervore che lo accompagnava sul campo dopo ogni cavalcata lungo il suo binario sulla fascia. Barese di nascita, ferroviere di mestiere. Quella del calciatore era una passione che lo ha spinto poi, una volta appese le scarpette al chiodo, ad aprire una scuola di formazione sportiva a Foggia più che una semplice scuola calcio.

Stiamo parlando di Giacomo Cosmano, detto Mimì. Ha debuttato nella compagine tranese il 29 settembre del 1953, a Gela, in quarta serie. Il 29 è un numero che ricorre spesso nella storia del calcio a Trani, e per gli eretici e fanatici dei numeri potrebbe essere interessante scoprire che sommando alcune cifre di quelle registrano le sue presenze in maglia biancazzurra il risultato sarà sempre 29.

Da quella data in poi, l'ala ha contribuito a scrivere le pagine più significative della storia calcistica cittadina, conquistando la promozione in serie B del 1964 e sfondando, di lì a breve, il muro dei 100 gol. E lo scrivente, che non ha potuto conoscere di persona quanto accaduto in quegli anni, si affida alle parole del direttore Nico Aurora, alle pagine del giornalista Biagio Fanelli e al profilo stilato da Antonio Massari su Repubblica.

Tutta la trafila nel settore giovanile del Bari con cui ha sfiorato, nel 1946, a soli 17 anni, l'esordio in serie A. Dalla Puglia si trasferì a Crotone, in serie C. Poi di nuovo a Bari (inizi degli anni '50) prima di giungere per la prima volta a Trani. Realizzò il primo gol in biancazzurro l'11 ottobre di quell'anno, alla terza giornata, contro il Cosenza su calcio di punizione. Tre campionati conditi da 31 gol prima di approdare a Foggia (dal 1955 al 1957 con 41 gol). A Trani però Cosmano aveva lasciato una parte del suo cuore e così, dopo altre esperienze in giro per la Puglia, ritornò a vestire la "numero 11" nel 1959-60, sempre in quarta serie.

Cosmano giocò a Trani fino al 1964-65, vincendo quattro campionati fra cui quello storico del 1963-64 che coincise con la promozione del Trani in serie B. Ed è in B che Cosmano siglò il suo centesimo gol in biancazzurro: e scelse un'occasione speciale, realizzando il gol vittoria in uno storico Trani-Bari (1-0 il 2 maggio del 1965). L'ultima rete con il Trani, la numero 101, la mise a segno il 16 maggio del 1965 (3-1 alla Pro Patria). Il Trani non ha mai più vissuto momenti storici così floridi sul piano calcistico.

Decise di lasciare la carriera da calciatore poco prima che a Trani giungesse Sivori con Altafini per la gara di Coppa Italia con il Napoli. Vinsero i partenopei per 2-1. Sotto i suoi occhi sono cresciuti grandi calciatori come Genzano, Valente, Delli Carri, Padalino, Colucci, Di Masi, Botticella e Pazienza.

«Di lui resteranno per sempre impresse nella nostra memoria le imprese calcistiche che hanno legato il suo nome ad alcuni dei momenti più significativi della storia del calcio tranese. Va via non solo un grande campione, ma anche un grande uomo» scrisse il presidente di allora, Ilario Monterisi. Il sindaco Giuseppe Tarantini invece, lo ricordava così: «A Cosmano sono legati i ricordi più belli del calcio a Trani, come ad esempio la promozione in serie B del 1964. E' stato un grande calciatore, ma soprattutto un grande uomo. Tutta noi piangiamo la dipartita di un personaggio speciale, fuori dalle righe, che ha saputo regalare ad un'intera città momenti indimenticabili».

E per incastonarli nella storia con una targa, il consigliere comunale Franco Caffarella propose l'intitolazione dello stadio Comunale a Mimì Cosmano. La proposta fu respinta dalla Commissione toponomastica in quanto per regolamento era necessaria una decorrenza di almeno dieci anni dalla morte. Questo fatidico decennio è trascorso e la "nuova" commissione dovrebbe riprendere i lavori a breve.

La domenica seguente i funerali per Mimì Cosmano, tenutisi nella chiesa dell'Immacolata a Foggia, il 25 gennaio la Fortis scese in campo contro Grottaglie con il lutto al braccio. Quella Fortis non c'è più e Trani oggi ha un nuovo corso calcistico che ha incontrato nuove e svariate difficoltà. Prima di perdere definitivamente la passione per dei colori sociali forse la città potrebbe beneficiare di un atto che ne difenda la storicità e l'intitolazione dello stadio è solo una delle strade (ferrate) da poter percorrere.

d.d.


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