«La zona del porto, punto d'incontro giornaliero e teatro della movida notturna, è, purtroppo, priva di servizi essenziali come quelli generici. La loro mancanza porta i cittadini che vi sostano ad utilizzare, per l'espletamento delle proprie funzioni fisiologiche, le strutture igieniche delle numerose caffetterie presenti in zona o, in una modalità più aberrante e socialmente e civilmente deprecabile le vie del centro storico, riducendo ad un vespasiano cielo aperto».
Lo fa notare, in una nota al sindaco di Trani, il presidente dell'associazione Leidaa, Raffaella Merra, ponendo in risalto anche «il fenomeno dei pescatori che, dalle proprie perché, non curandosi della presenza di donne e bambini, espletano i propri bisogni alla luce del sole».
In considerazione di questi problemi, l'associazione chiede «la riapertura dei servizi igienici presenti preso il fondaco dei Longobardi, completi di nuovi sanitari e addetti al controllo che ne assicurino la continua manutenzione. Questo permetterebbe ai frequentatori abituali, portatori di handicap e visitatori occasionali di tornare ad usufruire di servizi adeguati per assicurare l’igiene pubblica».
