La carenza attuale di agenti della Polizia locale si tocca con mano anche in chiesa: alla rituale messa di San Sebastiano, patrono del Corpo, ne erano presenti una quindicina in divisa. Nelle retrovie, una parte dei sedici precari, ormai dallo scorso primo gennaio ufficialmente senza più divisa.
Ad officiare la santa messa, il vicario generale della diocesi, Mons. Savino Giannotti. In prima fila il sindaco, Gigi Riserbato, l'assessore al ramo, Giuseppe Di Marzio, ed il comandante, Leonardo Cuocci Martorano. Fra le altre autorità, il dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza, Luisa Dagostino, il capitano della Compagnia dei carabinieri di Trani, Luca Golino, e l'omologo dell'Ufficio locale marittimo, Stefano Sarpi.
Il vicario del vescovo, nel corso dell'omelia, ha ricordato «quanto questi operatori siano sempre impegnati in un lavoro teso al bene comune, spesso senza neanche ricevere un ringraziamento per quello che fanno».
Il comandante Cuocci ha ringraziato l'amministrazione comunale «per quello che fa per noi. L'anno che ci siamo lasciati alle spalle è stato intenso, i risultati li pubblicheremo a parte, ma il contenzioso si è ridotto e l'attività amministrativa, a tutti i livelli, s'è accresciuta ed è migliorata. Dal punto di vista personale, sono orgoglioso dell'assistenza che i colleghi hanno prestato anche fuori orario durante alcune emergenze».
Il comandante ha salutato i colleghi in quiescenza presenti, ha ringraziato i capitani Miccoli e Ruggiero, ed ha proposto l'intitolazione della caserma al vigile Giuseppe Giusto, morto in servizio 80 anni fa.
Il sindaco, Gigi Riserbato, ha auspicato «la protezione celeste di San Sebastiano. Peraltro, tutte le volte in cui il ritmo della vita amministrativa s'intensifica, arriva una cerimonia religiosa che ci permette di fermarci e riflettere. Il 2013 è stato un anno importante per il corpo, a cominciare dall'insediamento del nuovo comandante, prima della quale ci siamo avvalsi della fondamentale opera dei tre capitani. Poi, grazie al consenso del sindaco di Barletta, abbiamo potuto avere con noi il dottor Cuocci, un tranese che conosce benissimo il territorio ed ama la sua città. Il sottoscritto è un avvocato, e per questo posso accertare il fatto che il corpo è altamente professionale. Purtroppo c'è un problema di numeri: dovremo essere 111 e, invece, siamo 28. Lo scenario è imbarazzante, ma i numeri sono gli stessi delle prestazioni sanitarie per le quali si attendono mesi ed anni».
Quanto al problema dei precari, Riberbato ha chiarito: «Vederli presenti qui testimonia il loro attaccamento al corpo. Stiamo trovando soluzioni alternative, in sintonia con assessore al ramo e dirigenti. Noi finora li abbiamo sempre confermati, poi è arrivato il decreto salva precari e sono cominciati i problemi. La giunta si è espressa per confermarli ancora, adesso dlbbiamo solo trovare la soluzioni. Mi dispace se siano sorte incomprensioni intorno a certe dichiarazioni rese sulla base di inchieste incalzanti dei giornalisti: la verità è negli atti».
