«Valutare eventuali ed opportune iniziative, ivi compresa l'impugnativa in sede giudiziaria delle ordinanze». La giunta comunale aveva già scelto la linea dura, con riferimento al conferimento dei rifiuti da fuori bacino alla discarica di Trani, a prescindere del rinvio dell’incontro di chiarimento con il presidente della Regione Puglia (fissato il 15 gennaio e poi tenutosi il 20), approvando un atto di indirizzo in tal senso.
La delibera dell’esecutivo di Trani prende atto della nuova ordinanza (dello scorso 27 dicembre) con cui il governatore, Nichi Vendola, ha prorogato per altri 180 giorni tutti gli effetti delle ordinanze precedenti.
I provvedimenti regionali puntano a «scongiurare eventuali problemi di natura igienica delle città che fanno parte dei bacini Bari 2 e 4, che, a causa della chiusura della discarica di Giovinazzo dove si conferiscono i rifiuti urbani, sono costretti a utilizzare quella di Trani.
Ebbene, «a seguito di numerose note di contestazione alla Regione Puglia e decisioni, prima della giunta municipale e poi del consiglio comunale, di affidare al sindaco delega a chiedere un incontro con il presidente della Regione per riferire circa le criticità tecniche della discarica di Trani e della inadempienza di pagamento della Daneco e dell’Amiu Bari delle tariffe per i conferimenti dei rifiuti dei comuni che fanno riferimento a quei due bacini», soltanto lo scorso 15 gennaio - fa notare la Giunta - la segreteria del presidente della Regione Puglia aveva fissato un incontro, poi rinviato ad altra data.
Quello stesso giorno, quindi, l’esecutivo di Trani ha approvato l’atto d’indirizzo per impegnare il dirigente «a valutare le conseguenze che potrebbero derivare dal rinvio dell’incontro». Peraltro, giacché poi l’incontro s’è regolarmente tenuto, e ha visto Vendola impegnarsi ad aprire il tanto invocato tavolo tecnico con Trani, la giunta comunale, in seconda battuta, mantiene aperta l’ipotesi dell’eventuale azione giudiziaria qualora non si registrino, da qui in avanti, sviluppi concreti.
Trani, come è noto, ha chiesto un tavolo per decidere, insieme, di porre fine alle proroghe, che la Regione ristori la città per il peso di questi conferimenti extra sopportati per due anni, e, soprattutto, eroghi un robusto finanziamento sulla raccolta differenziata, che l’amministrazione comunale vuole estendere a tutto il territorio urbano.
