«Il fatto non sussiste». Con questa motivazione il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta formulata dal Pubblico ministero titolare del fascicolo, ha archiviato la posizione del dipendente dell’Ufficio ragioneria del Comune di Trani, Sergio De Feudis, difeso dall'avvocato Claudio Papagno, nel fascicolo che lo aveva visto indagato per omissione d’atti d’ufficio.
I fatti risalgono al 19 giugno scorso, quando agenti del Commissariato di pubblica sicurezza si presentarono all’Ufficio ragioneria per chiedere l’esibizione, ed eventuale acquisizione, di un atto amministrativo nell’ambito di un procedimento penale. Al rifiuto opposto dal ragionier De Feudis, i poliziotti lo denunciavano per omissione d’atti di ufficio, perché, in qualità di pubblico ufficiale, non avrebbe favorito il rilascio di un documento richiesto per ragioni di giustizia penale.
Le successive indagini hanno accertato, però, che il rifiuto del De Feudis fu legittimo, giacché l’ordine dell’autorità giudiziaria disponeva l’esibizione dell’originale dell’atto amministrativo emesso dall’ente comunale. E questo sarebbe andato oltre la competenza del De Feudis, il quale, con la qualifica di semplice “istruttore contabile”, non avrebbe potuto rilasciare quanto richiesto: tale competenza sarebbe spettata solo al dirigente della ripartizione di riferimento o, in sua assenza, al segretario generale.
Dalle indagini, però, sarebbe emerso che nessuna delle due figure apicali era stata interpellata, sicché, se il De Feudis avesse acconsentito all’ordine degli agenti, sarebbe potuto incorrere in un procedimento disciplinare per avere compiuto atti non rientranti nelle sue specifiche mansioni. Peraltro, in successivo momento di quello stesso giorno, ottenuta l’autorizzazione dal dirigente competente, De Feudis si prodigò al rilascio di quanto richiesto.
