La notizia fece parecchio scalpore perché diede l'impressione di raccontare l'ennesimo episodio di sfruttamento del lavoro e/o lavoro nero, e questa volta a Trani, con una denuncia e sanzioni per 70mila euro.
Da quanto s’è appreso nei giorni successivi, però, l'intervento dei carabinieri presso una ditta specializzata nella produzione di tomaie per scarpe era avvenuto pur in presenza di documenti che attesterebbero la regolarità dell’attività in oggetto.
In particolare, i locali al centro dell’ispezione dei militari, situati nel piano interrato di un capannone, godono del parere igienico sanitario favorevole dell’Asl Bt e di un cambio di destinazione d'uso approvato dal Comune di Trani, in accoglimento della relativa istanza del proprietario.
I locali, pertanto, risulterebbero agibili nella misura in cui presentano il doppio bagno, l’uscita di sicurezza, l’impianto di ventilazione, i presidi medici, come attestato da relativa documentazione dei vigili del fuoco.
