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Manutenzione del verde a Trani, si cambia: territorio diviso in tre lotti, lavori in gara a tre diverse cooperative

Sulla manutenzione del verde cittadino si cambia. Ci saranno tre diverse cooperative sociali di tipo B ad occuparsene, gestendo altrettanti lotti in cui viene divisa la città: nord; centro; sud. Si tratta, anche solo per questo aspetto, di una novità assoluta rispetto a quanto finora si è fatto, con riferimento ai lavori sul verde pubblico.

Tutto nasce dalla delibera di consiglio comunale, dello scorso 15 marzo, che espresse, quale atto di indirizzo, la volontà dell'amministrazione comunale di affidare a cooperative sociali di tipo B, operanti sul territorio comunale, i servizi di pulizia degli immobili, manutenzione del verde pubblico, pulizia delle strutture sportive, delle spiagge, delle aree portuali, dei bagni pubblici e delle strade periferiche per un periodo annuale o biennale, previo rispetto del limite delle soglie comunitarie.

Ebbene, il 31 dicembre scorso è scaduto il servizio pluriennale di manutenzione del verde pubblico, affidato con gara alla cooperativa sociale Re Manfredi Trani. Lo stesso è stato prorogato fino al 28 febbraio prossimo, ma, nel frattempo, il responsabile del verde pubblico cittadino, Giuseppe Merra, aveva evidenziato in una nota «una serie di problematiche e soluzioni ottimali in ordine al servizio manutentivo del verde».

Nello stesso documento, Merra sollecitava la suddivisione del territorio urbano del verde in tre lotti funzionali. Infatti, il dirigente della quarta ripartizione, Claudio Laricchia, accogliendo tale proposta, ha impegnato una somma di 198mila euro per ciascun lotto.

A questo punto, dunque, il progetto è appaltare per la durata di un anno, «mediante singole procedure negoziate, senza pubblicazione di bando, fra cooperative sociali di tipo B operanti sul territorio comunale», i tre lotti in oggetto. La spesa complessiva prevista è di 724mila euro, un importo a base d'asta destinato a calare con le offerte al ribasso da parte degli interessati.  

L’altra novità assoluta, rispetto a quanto finora s’è fatto, è che tale importo dovrebbe comprendere anche la manutenzione straordinaria e, quindi, evitare che il Comune di Trani debba spendere ulteriori e, spesso, ingenti somme per servizi che, finora, non sono rientrati nella capitolato dell’ultimo bando: per esempio, i trattamenti contro il punteruolo rosso.

Difficile prevedere in quale misura si possa risparmiare rispetto a quanto non si sia fatto finora, ma sicuramente un’economia di scala dovrebbe essere facilmente ipotizzabile, forse anche nell’ordine mezzo milione.

A questo punto resta da attendere quando sarà emanata la procedura negoziata e, ovviamente, le aggiudicazioni provvisoria prima e definitiva poi. Di sicuro, un'epoca pare destinata a mutare e se, come detto, da questo nuovo ragionamento dovesse anche emergere un concreto risparmio, probabilmente si sarà dimostrato che gli affidamenti pluriennali, tramite bandi pubblici, rappresentano effettivamente una delle chiavi per una più oculata gestione del denaro della collettività.


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