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Tribunale di Trani, via Montegrappa è pronta. Bortone: «Adesso si faccia presto a liberare i locali della Stp»

La sede di via Montegrappa, a disposizione del Tribunale di Trani, è ormai pronta. Il presidente, Filippo Bortone, ieri mattina ha svolto una sopralluogo in compagnia di operatori degli Uffici giudiziari e, inoltre, di esponenti della Società dei trasporti provinciali, a cominciare dal presidente, Roberto Gargiuolo, che, presto, lasceranno i locali al secondo piano dello stesso immobile perché, anche questi siano fruibili per il servizio giudiziario.

Allo stato, il Tribunale di Trani si appresta ad entrare ufficialmente al piano terreno e primo piano, con i trentacinque ufficiali giudiziari dell’Unep, secondo un indirizzo che già da tempo ci si era dati, con il sindaco di Trani, in sede di Commissione di manutenzione, in prospettiva della chiusura delle sedi periferiche del Tribunale e conseguente accorpamento a Trani.

«Grazie all’efficienza dei dipendenti – riconosce il presidente -, siamo riusciti ad allestire, sebbene con molte difficoltà, questi due livelli. Adesso siamo solo in attesa di qualche dettaglio per partire e del secondo piano per una più organica e definitiva sistemazione. Solo in questo modo potremo aggirare la ridotta disponibilità di Palazzo Gadaleta, ormai ridotta all'osso. Di sicuro, abbiamo davvero un urgente ed indifferibile bisogno di nuovi spazi: basti pensare che gli ufficiali giudiziari, inizialmente, erano soltanto cinque».

Dal punto di vista tecnico, per avviare ufficialmente gli uffici serve l'attivazione della “Rete giustizia” da parte della «British Telecom», che il Tribunale di Trani stata ripetutamente sollecitando.

Quanto alla Stp, bisogna risolvere il problema del rapporto tra il Comune di Trani, socio unico dell’Amet, e la sua ex municipalizzata, proprietaria dell'immobile di via Montegrappa. La Stp è pronta a trasferirsi ad altra sede, ma ciò che manca è che il Comune chieda formalmente all’azienda elettrica di «girare» quei locali agli Uffici giudiziari, così che si giunga ad una risoluzione consensuale del contratto.

Se così fosse, i locali al secondo piano, a differenza di quelli inferiori, sono già praticamente pronti, in quanto sede legale, tuttora operativa, della società dei trasporti. Bortone sta valutando di utilizzarli come sala di udienza, e non è da escludere che si possano anche annettere altri locali, adiacenti alla stessa palazzina di via Montegrappa, che potrebbero servire da archivio ottimizzando il lavoro degli ufficiali giudiziari ed, eventualmente, anche della Sezione fallimentare.

A breve distanza da questa nuova sede, in via Cavour, Palazzo Nigretti vedrà a breve la sistemazione dei locali al piano terra, che furono sede della gloriosa «Tipografia Vecchi», per aule di udienza destinate all’Ufficio del giudice di pace, prossimo anche questo all’accorpamento a Trani: infatti, entro il 29 aprile, anche in questo caso gli uffici delle altre città del circondario chiuderanno e si verificherà l’accorpamento a Trani: «Con i locali al piano terreno – spiega Bortone – si libererebbero spazi ai piani superiori per ottimizzare anche in questo caso, nello stesso palazzo, tutti gli uffici del giudice di pace».

Il sopralluogo ha rappresentato anche l'occasione per fare il punto della situazione sulla manutenzione degli immobili, soprattutto quelli che presentano maggiori criticità. In primis, palazzo Gadaleta, in Piazza Trieste, sede (ancora per poco) dell’Unep e della Sezione falimentare: «Purtroppo stiamo riducendo gli spazi al minimo indispensabile – ammette il presidente – perché abbiamo due sezioni del palazzo chiuse per inagibilità e nell’attesa di lavori. Per risolvere gran parte dei problemi, dovremmo trasferire altrove la Sezione fallimentare, così che il Comune proceda agli interventi necessari. Di sicuro – pone in rilievo Bortone -, noi ci siamo mossi sempre per tempo: non sempre purtroppo, lo stesso è avvenuto da parte degli uffici comunali. La disponibilità c'è sempre stata, ma, spesso e volentieri, dal punto di vista operativo ci siamo trovati in difficoltà. Non è semplice amministrare la giustizia in sei, diversi palazzi: per riuscirci, serve il contributo fattivo da parte di tutti».


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