La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il maresciallo Giuseppe Giusto, grazie al suo volume "Trani, tante strade, tanta storia" edito dalla tipografia Landriscina nel 2003 per il C.R.S.E.C.) prosegue con via Orazio Palumbo.
Dal civico 26 di via don Nicola Ragno a via Rubini. Quando fu deliberata l'intitolazione (8 gennaio 1970) questa strada era formata da due tratti, in quanto proseguiva oltre via Rubini ed usciva in via Papa Giovanni XXIII.
Alcuni anni fa fu abbattuto il muro che chiudeva vico Andria, e quindi il secondo tratto di via Orazio Palumbo e l'ex vico Andria formarono una nuova unica strada, alla quale fu dato un nuovo nome. Di conseguenza via Orazio Palumbo fu ridimensionata, limitandola al solo primo tratto. Orazio Palumbo nacque a Trani il 30 giugno 1827 e qui vi morì l'11 luglio 1898. Avvocato e storiografo tranese, appartenente ad una nobile famiglia di avvocati e patrioti. Figlio di Domenico Palumbo e Mariannina Antonacci, fu educato nel Collegio dei Gesuiti di Napoli.
La divisa (motto) dello stemma familiare era "non lusit spem". Fin dai primi anni della sua giovinezza si mostrò interessato alla storia attraverso i secoli ed in particolare alla conoscenza della storia di Trani. Di animo gentile e poetico, lasciò molti importanti scritti relativi ai periodi più memorabili della storia patria.
Da ricordare, fra tanti altri, "Zaches l'ebrea", ovvero il miracolo eucaristico verificatosi a Trani intorno all'anno 1000; e una raccolta di "Bozzetti storici", pubblicata a Trani nel 1899. Meriterebbero la pubblicazione altri bozzetti rimaesti inediti: I Palagano; La signorìa veneta a Trani; La conquista di Ruggiero I; L'alleanza delle città autonome di Puglia; I tre secoli della palingenesi di Europa.
Sposò Dolorice dei marchesi Sansone dalla quale ebbe cinque figli.
Fu insignito di varie onorificenze da S.M. il re d'Italia. Abitò nel settecentesco palazzo che sorge maestoso a pochi metri dalla darsena comunale, passato poi ai Quercia, avente l'ingresso principale comunicante con l'altro posto in via S. Giorgio, e i suoi lati prospicienti su piazza Plebiscito e su piazza Quercia.
L'espressione dialettale "Saupe a Palumme" è riferita al palazzo Palumbo e sta ad indicare l'area di piazza Quercia. A Orazio Palumbo è intitolata la scuola media statale attualmente ubicata in via Simone De Bello.
Ad un suo discendente Ottorino Palumbo - Vargas fu dedicata la lapide apposta sulla facciata del palazzo Protomastro in Piazza della Repubblica.
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