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Trani in tv con la proposta di Anna, 20enne tranese figlia di genitori sordi: Lis riconosciuta come lingua ufficiale

«Sono Anna, poco più che 20enne del profondo sud, studentessa universitaria super impegnata e super incasinata, figlia di genitori sordi, nipote di zii sordi, udente». Apre così la sua lettera una nostra concittadina rivolgendosi a Matteo Gamba, vicecaporedattore di VanityFair.it, parlandogli di un argomento interessante e troppo spesso ignorato: la sordità, e non il sordomutismo che - sottolinea Anna - è un'altra cosa.

«Quella dei sordi è una grande comunità, con dei bei problemoni con lo Stato italiano e, per me che tra i sordi ci son nata è normale stare lì a firmare petizioni e partecipare a manifestazioni, ma credo che la stragrande maggioranza della popolazione italiana non abbia la minima idea di quelli che sono i problemi legati alla sordità. E io, che mi sono auto-incoronata paladina di stocavolo, voglio provare a parlarne un pochino. Lo stato italiano non ha ancora riconosciuto ufficialmente la LIS, la lingua dei Segni, come una lingua – e io che la studio da un po’ posso dire che lingua lo è eccome – che sembrerà una formalità inutile, ma sarebbe un piccolo passo verso una vita più semplice per i sordi».

Il sogno di Anna, che ha già imparato a vivere senza alcuna barriera, sarebbe quello di trovare in banca o in posta uno sportello dedicato con un impiegato che conosca la LIS o la presenza di un interprete in un centro ospedaliero o qualcuno disponibile in Tribunale (e non dover pagare un interprete di tasca propria), sottotitoli in tv non limitati a telefilm, ed altre "piccole" cose che renderebbero la vita di una famiglia come quella di Anna priva di ostacoli.

Nel suo mondo ideale insomma i figli di genitori sordi non dovrebbero avere l'obbligo, o il dovere morale, di accompagnare i propri genitori dal medico, dal commercialista, dall’avvocato, di spiegar loro i film ed i Tg. E non perché non vogliano farlo, anzi, forse solo per quel desiderio che li anima da sempre: avere dei genitori che possano vivere la quotidianità senza alcuna barriera.

«Poi magari - scrive con una punta di ironia - sarebbe bello un mondo in cui la gente non guarda in modo strano i sordi per strada, in pizzeria, al bar, che magari la smettano di ridere e di guardare con aria di rimprovero quelli che strillano, perchè da ridere non c’è niente dato che non si possono sentire e non possono accorgersi del loro tono di voce, tipo quando si parla con le cuffie e la musica alta nelle orecchie».

La lettera di Anna ha colpito nel segno e Matteo Gamba, che già si era interessato della questione tramite Tamara Ferrari e l'esperienza dei ragazzi di Radio Kaos, ne ha parlato lo scorso 4 febbraio anche in diretta su RaiNews24 nel programma "Di Mattino" alle 11.20 al quale ha partecipato anche la nostra concittadina. La proposta di Gamba è quella di inserire l'insegnamento della LIS anche nel programma scolastico, «ci capiremmo tutti meglio» commenta.

Intanto lo scorso 31 gennaio alla Camera in un convegno proposto dall'Ente Nazionale Sordi, il cui testo integrale potreste leggere da questo link. «Questa riforma è condivisa da tutti - per lo meno sulla carta (nda) -, basta metterla in calendario in Commissione e in Aula: lo facciamo?»

d.d.

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