I cittadini di Trani preferiscono smaltire l’amianto illecitamente, dove capita, piuttosto che ricevere incentivi per rimuoverlo e trattarlo correttamente, come la legge prevede. È questa la triste realtà che emerge dallo scarso interesse che ha suscitato l’avviso pubblico a suo tempo diffuso dal Comune di Trani: vi hanno risposto soltanto cinque persone.
Per lo smaltimento di manufatti in amianto, il bando poneva a disposizione di privati, che vogliano rimuovere l'eternit dalle loro proprietà, un fondo di 84mila euro, finanziati dalla Regione Puglia. In particolare, il contributo veniva proposto in 1000 euro per superfici da 0 a50 metri quadrati, 1200 per superfici da 51 a100 metri quadrati, 1400 per superfici oltre i 100 metri quadrati.
Va da sé che quasi l’intera somma erogata dalla Regione sia rimasta inutilizzata e, adesso, si deve correre ai ripari: «Chideremo a Bari la riapertura e l’estensione del bando, magari con la possibilità di accresce il beneficio per stimolare ulteriormente i cittadini a rispondere. Di certo, non deve essere il sottoscritto a ricordare all’utenza le gravi responsabilità penali cui si va incontro smaltendo l’eternit in maniera impropria».
Purtroppo, nonostante gli incentivi, la risposta dei cittadini finora è stata tiepida, per usar eun eufemismo: si preferisce smaltire l’amianto, ove mai lo si faccia (ancora numerose sono le coperture in eternit sul territorio urbano), utilizzando pratiche illecite sia con riferimento ai lavori, non dichiarati, sia gettando il tutto in discariche a cielo aperto.
